Diario: Bretagna 2006 11


2 agosto 2006: arrivo a Saint Malo (via Parigi Charles de Gaulle)

Aeroporto di Milano Linate, zaino, volo delle 9.35 per Parigi Charles de Gaulle, in perfetto orario. Il CDG è immenso, il solo terminal 2F (quello in cui arrivo) sarà grande come Malpensa 1 (il nuovo terminal, cosiddetto Malpensa 2000). All’interno dell’aeroporto c’è anche una stazione del TGV, tramite la quale si possono raggiungere diverse città francesi, mentre a Malpensa c’è solo il trenino che porta all’inutile stazione di Milano Cadorna (servita solo da trenini locali verso l’hinterland a nord di Milano, e non da FS-Trenitalia), dalla quale ti tocca prendere il metrò per andare in Centrale, dove ci sono i treni veri. Vado appunto alla stazione interna al CDG per prendere il TGV diretto a Rennes. Le macchinette gialle per timbrare i biglietti sono diverse dalle nostre, però sono di “Solari Udine” (in compenso i getti d’aria per asciugare le mani nei bagni pubblici non arrivano da Trezzano sul Naviglio). Il TGV mi sembra un bel treno, comodo, ma la Grande Velocità non mi pare di vederla e fa pure venti minuti di ritardo. Per fortuna però a Rennes il treno in partenza per Saint Malo aspetta cinque minuti in più, e non perdo la coincidenza.

Alle 17.45 arrivo quindi alla stazione di Saint Malo, e mi incammino sul lungo viale che porta a Intra Muros (la cittadella fortificata, che originariamente era un’isola, centro storico di Saint Malo). Il tempo è coperto e a tratti pioviggina leggermente. Mi sistemo un attimo in albergo e poi esco, vado sui bastioni che circondano Intra Muros e che su tre lati danno direttamente sull’Oceano. Il tempo cambia in fretta, ora è sereno, la vista dai bastioni è di quelle da ricordare.

Ore 21.30, seduto sui bastioni mi godo il tramonto sull’Oceano, il vento in faccia, il naso verso l’America, i versi dei gabbiani.

Saint-Malo

Saint-Malo

Saint-Malo

Saint-Malo

Saint-Malo - Hôtel de Ville (Municipio)

Saint-Malo – Hôtel de Ville (Municipio)

3 agosto 2006: Dinan e Saint Malo

Questa mattina ho in programma di visitare Dinan, paese medioevale fortificato che si trova a breve distanza. Da Saint Malo prendo il treno per Dol de Bretagne, da cui parte il trenino (una sola carrozza!) che porta a Dinan. Il tempo non è dei migliori: coperto e di tanto in tanto un po’ piovigginoso.

All’ufficio turistico ottengo una cartina con indicati alcuni itinerari da seguire per visitare il paese (cartina che si rivela poi poco chiara). Decido di seguire l’itinerario dei bastioni, immaginandomi qualcosa tipo i bastioni di Saint Malo, ma a parte un tratto non è un gran che. Molto meglio il percorso all’interno, il paese in effetti è bello (peccato per il tempo), con quelle case a graticcio che sembrano uscite da una fiaba.

Dinan

Dinan

Dinan

Dinan

Nel primo pomeriggio torno a Saint Malo, il tempo è in via di miglioramento, vado verso i bastioni. La spiaggia, subito al di fuori, è immensa, la gente si disperde, passeggia, fa volare gli aquiloni, qualcuno va persino in bicicletta (dove passa la marea, per una larghezza di centinaia di metri, la sabbia è dura e si può fare). Dei ragazzi si sono addirittura costruiti una specie di salotto circolare con la sabbia. Con la bassa marea un paio di isolotti adiacenti si congiungono alla spiaggia, e si possono raggiungere a piedi. Il maggiore è l’Île du Grand Bé, su cui si trova la tomba di François-René de Chateaubriand; dalla cima dell’isolotto, il panorama su Intra Muros da una parte e sull’Oceano dall’altra merita davvero. È in posti come questi, con il vento in faccia e lo sguardo a ovest sull’Oceano, che si sente davvero il richiamo del Mare.

Torno all’interno della cittadella, c’è tantissima gente in giro, sembrano gli acquisiti prenatalizi. Anche la densità di ristoranti è molto alta. Torno in albergo a farmi una doccia e poi, prima di cena, vado a vedere il tramonto sull’Oceano.

Saint-Malo - Île du Grand Bé

Saint-Malo – Île du Grand Bé

Saint-Malo

Saint-Malo

Saint-Malo - Île du Grand Bé, tomba di Chateaubriand

Saint-Malo – Île du Grand Bé, tomba di Chateaubriand

4 agosto 2006: Mont Saint Michel

Oggi pullman e visita a Mont Saint Michel. Il luogo è decisamente suggestivo, peccato che in questi giorni l’ampiezza delle maree non sia al massimo per cui l’acqua non arriva a circondare l’isolotto (che peraltro si sta insabbiando, per cui è in progetto la sostituzione dell’attuale strada-diga con un ponte sotto il quale l’acqua possa scorrere). La Grand Rue (l’unica strada dell’isolotto, che dalla porta sale fino all’abbazia) è invece allucinante, con i suoi due lati di negozi di paccottiglia varia e strapiena da non poter camminare. A un certo punto il fiume umano si blocca, non si va avanti. Passa un tizio vestito da meccanico con un cacciavite in mano, preceduto da un poliziotto con fischietto che gli fa strada. L’intoppo è un muletto, evidentemente con qualche problema, che ostruisce la stradina. Riesco a passare e visito l’abbazia, costruita sulla roccia e dovendo fare i conti con il profilo dell’isolotto, sicuramente notevole. Anche il giro all’esterno delle mura merita: è impressionante il deserto di sabbia umida a perdita d’occhio lasciato dalla bassa marea. I cartelli indicano che è pericoloso avventurarcisi per via di possibili sabbie mobili, ma ci sono delle escursioni guidate. La Lonely Planet ne parlava, e infatti vedo i gruppi di turisti a piedi nudi e con lo zainetto in spalla che dall’isolotto partono verso la baia. Potrebbe essere un’esperienza interessante, ma non so se ci siano escursioni anche con guida in inglese.

Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel

Mont Saint-Michel

Nel tardo pomeriggio torno a Saint Malo, e faccio due passi per Intra Muros. Dà l’idea di un posto vivo, pieno di turisti ma “vero”. Anche stasera prima di cena vado sui bastioni a vedere il tramonto sull’Oceano. È la terza sera di fila, ma non è che in Valpadana si possa vedere tutti i giorni un tramonto sull’Oceano, per cui meglio approfittare. Dopo cena decido di assaggiare il kouign amman, tipico dolce bretone che contiene una quantità inverosimile di burro. Buono, direi.

Saint-Malo

Saint-Malo

5 agosto 2006: Rennes e Vitré

Vitré è un paese con un castello e un po’ di case a graticcio. Ha un’aria dimessa, in giro c’è pochissima gente, non ci tornerei. La nota positiva è che ho mangiato una galette ottima e abbondante (la galette è come una crêpe, ma fatta con la farina di grano saraceno anziché di frumento e con un ripieno salato).

Vitré

Vitré

Rennes invece è il capoluogo della Bretagna, non c’è nulla di particolarmente degno di nota ma nel complesso è una città gradevole. Se ci si passa (ed è probabile, essendo un importante nodo dei trasporti), penso valga la pena di fermarsi mezza giornata a visitarla. C’è molta gente in giro (ma non molti turisti, mi sembra), ci sono molti caffè e ristoranti con i tavolini all’aperto, molti artisti di strada (come anche a Saint Malo), la città sembra avere un’aria vivace (è anche vero che è sabato pomeriggio, magari tra la settimana è diverso). C’è anche una metropolitana automatica, di quelle senza conducente e con le porte sul marciapiede in corrispondenza di quelle del treno. I treni hanno solo due vagoni e hanno il vetro anche sul davanti, per cui si ha la visione frontale che di solito su treni e metrò è appannaggio del macchinista. Sembra un po’ Gardaland.

La sera mi manca un po’ il tramonto sull’Oceano, anche se Place Sainte Anne non è male. Noto che i camerieri di solito non parlano inglese, per cui mi tocca arrangiarmi con quelle quattro parole di francese da ristorante che conosco (tipo l’addisiòn sivuplé e poco altro). Negli alberghi invece non ho finora avuto problemi con l’inglese. Tra l’altro, quei burocratici napoleonici dei francesi quando arrivi in un albergo non ti fanno compilare nulla e non ti chiedono i documenti, siamo noi lo stato di polizia?

Rennes

Rennes

Rennes - Parlement de Bretagne

Rennes – Parlement de Bretagne

6 agosto 2006: Lannion e la Côte de Granit Rose

In tarda mattinata arrivo a Lannion, cittadina che non ha nulla di interessante ma che deve avere una qualche importanza (forse quella legata all’industria delle telecomunicazioni), dato che ha un aeroporto e che è capolinea di un TGV da Parigi (si trova in fondo a un breve ramo secondario della linea Parigi – Brest). Non c’è in giro nessuno, ma è domenica, forse sono tutti al mare. Comunque, non sono venuto qui per vedere Lannion, ma la Côte de Granit Rose che si trova a breve distanza (Lannion è nell’entroterra).

Prendo l’autobus di linea, servizio puntuale ed efficiente (bello, ci si può anche caricare la bicicletta), alla radio Toto Cutugno canta L’italiano. Scendo a Perros-Guirec, definita dalla Lonely Planet “località esclusiva”: che cos’abbia di “esclusivo” proprio non lo so, ma non mi interessa. Dalla Plage de Trestraou imbocco invece il Sentier des Douaniers (Sentiero dei Doganieri), un percorso di cinque chilometri lunga la costa, attraverso insenature e massi di granito. Spettacolare, peccato per il tempo coperto (di solita rasserena nel tardo pomeriggio, il che accade puntualmente anche oggi). Sul sentiero ci sono molti turisti, perlopiù francesi, un po’ di inglesi e spagnoli, pochissimi italiani. Il percorso termina al porticciolo di Ploumanac’h, che mi sembra più carina dell’esclusiva Perros-Guirec, e dove riprendo l’autobus per tornare a Lannion.

Per cena mi ritrovo alla disperata ricerca di un ristorante aperto (domenica qui è giorno di chiusura); alla fine trovo un bel locale, che me ne ricorda uno in cui sono stato a Boston, proprio di fianco all’albergo. Si rivela una scelta azzeccata: molto buone sia l’entrecôte che la Poire Belle Hélène.

Perros-Guirec - Sentier des douaniers

Perros-Guirec – Sentier des douaniers

Perros-Guirec - Ploumanac'h

Perros-Guirec – Ploumanac’h

Perros-Guirec - Ploumanac'h

Perros-Guirec – Ploumanac’h

7 agosto 2006: Morlaix

Definirei quello di oggi uno “scalo tecnico”, inserito perché per via delle coincidenze dei treni era difficile andare direttamente da Lannion a Quimper, mia meta successiva. Comunque, Morlaix è una cittadina carina per spendere un paio d’ore se si passa da queste parti (meglio di Lannion), dominata dalle arcate di un alto viadotto ferroviario ottocentesco. Parecchi turisti in giro, tempo coperto che come sempre volge al bello nel pomeriggio. Sarei voluto andare a dare un’occhiata sulla vicina costa, verso Roscoff, ma purtroppo considerati gli orari dei mezzi pubblici non ne ho il tempo.

Morlaix

Morlaix

Morlaix

Morlaix

8 agosto 2006: Quimper

Stamattina ho il treno alle otto, mi devo alzare presto. Arrivo in stazione sudato marcio perché Morlaix è in basso, ma la ferrovia è in alto: c’è una lunga scalinata per arrivare in stazione e lo zaino sulle spalle non è esattamente rinfrescante. Dovendo uscire presto non potevo fare colazione in albergo; mi sono premunito di brioche ma qualcosa di caldo non mi dispiacerebbe. Alla stazione c’è il bar, mi arrischio a chiedere un cappuccino, ottengo un caffé con forse del latte ma soprattutto con abbondante panna montata. Non è precisamente quello che intendevo, ma può andare.

Alle dieci arrivo a Quimper (Kemper in bretone), c’è il sole, tantissima gente in giro, un bel centro storico pedonale con case a graticcio e tanti fiori, una bella piazza e una bella cattedrale gotica. I cartelli stradali sono bilingui francese-bretone, così come i cartelli con le descrizioni dei luoghi turistici (e in questo caso se ci avessero aggiunto l’inglese sarebbe stato molto meglio). Non so se e quanto il bretone sia effettivamente ancora parlato, ma questa è la capitale del Finistère (“fine della terra”, Penn-ar-Bed in bretone), la regione più remota della Bretagna, quella dove la tradizione è probabilmente più forte. Nell’ascensore dell’albergo risuona una musica di cornamuse che risulta un po’ stucchevole. La città è strapiena di turisti di giorno ma semideserta la sera: forse molti alloggiano sulla costa e vengono a fare un giro in giornata. È probabilmente dovuto a questo il fatto che il centro cittadino abbondi di caffè e crêperie (buoni per il pranzo) ma non di ristoranti. Comunque, Quimper e la sua cattedrale gotica meritano sicuramente una visita se si viene in Bretagna.

Quimper

Quimper

Quimper

Quimper

9 agosto 2006: Pointe du Raz

Da Quimper prendo l’autobus di linea per raggiungere la Pointe du Raz, che pur non essendo in realtà la località più occidentale (più a nord c’è un promontorio che si spinge poco più in là), idealmente è comunque il “penn ar bed” (fine della terra). Cambio di autobus a Douarnenez, dove inspiegabilmente c’è una cabina telefonica rossa di quelle inglesi (ma va beh, in fondo questa zona si chiama Cornovaglia, come in Inghilterra…), e arrivo a Pointe du Raz in tarda mattinata. Il posto, per quanto preso d’assalto dai turisti, è veramente suggestivo, e probabilmente la nebbiolina contribuisce all’atmosfera. È anche molto ben tenuto: il parcheggio e gli inevitabili negozi sono a debita distanza (poco meno di un chilometro) ed essendo in una conca si vedono solo quando ci si è molto vicini. Seguendo un sentiero-marciapiede in alto sulla costa in una ventina di minuti si arriva vicino alla punta, fino a un cartello che dice che il proseguimento è molto difficoltoso ed è a proprio rischio e pericolo (di piombare giù dalla scogliera). Dato che mi sento in vena di esperienze audaci (definizione della Lonely Planet per questo tratto di percorso) e che lo fa molta gente decido di arrischiarmi e inerpicarmi per l’ultimo tratto; penso ne sia valsa la pena: bello il percorso e molto bello il panorama. Non mi è nemmeno sembrato così difficile: ci sono dei segni rossi sulle rocce che indicano dove passare, e delle corde a cui tenersi in alcuni punti un po’ più difficili (sconsiglierei comunque di provarci con le infradito).

Verso le quattro, come sempre nel pomeriggio, arriva il sereno, ma purtroppo non ho tempo di ammirare adeguatamente il panorama con il sole perché alle cinque parte l’ultimo autobus per Quimper (sono un paio d’ore di viaggio). Il tramonto da qui dev’essere magnifico (la punta è rivolta a ovest), ma purtroppo è al di fuori delle mie possibilità. Tra ieri e oggi, con Quimper e la Pointe du Raz, ho visto quello che mi aspettavo dalla Bretagna: città medioevali, cattedrali gotiche, scogliere e distese di erica. Questa zona merita davvero, avrei voluto vedere anche altro nei dintorni (la penisola di Crozon, Concarneau), ma muovendosi con i mezzi pubblici purtroppo è difficile. Vorrei tornarci.

Pointe du Raz

Pointe du Raz

Pointe du Raz

Pointe du Raz

Pointe du Raz

Pointe du Raz

10 agosto 2006: Vannes

Cambio dipartimento, passando dal Finistère al Morbihan. Vannes, il capoluogo, è una bella città medioevale, con case a graticcio di diversi colori (direi più belle di quelle di Quimper), bastioni imponenti e ben conservati, e una bella cattedrale (ma meno bella di quella di Quimper, e oltretutto sacrificata in una via, senza una piazza davanti). A pranzo ho voglia di pasta, per cui mi infilo in un ristorante italiano, che stranamente non è pieno di connazionali in crisi di astinenza da spaghetti. Azzardo quelli al pesto, che sono cotti al punto giusto ma fondamentalmente sono conditi con abbondante aglio e qualche coriandolo di basilico.

La città è vicina al mare, o meglio al golfo-laguna di Morbihan; c’è un canale di un paio di chilometri che collega il centro cittadino al golfo, e in cui si trova il piccolo porto turistico (dove sono ormeggiate quasi solo barche a vela: si vede che questa è zona di velisti). Rispetto a Quimper manca una bella piazza spaziosa (Place Saint Corentin a Quimper mi è piaciuta molto), ma Vannes sembra più vivace, è piena di ristoranti, la sera c’è più gente in giro e i monumenti sono ben illuminati. Cena molto soddisfacente, bel locale e buon cibo.

Vannes

Vannes

Vannes

Vannes

Vannes

Vannes

11 agosto 2006: Golfe du Morbihan e Belle Île en Mer

Dato che ieri, con grande colpo di culo, ho beccato l’ultimo posto disponibile, di buon mattino vado alla stazione marittima di Vannes per salpare verso Belle Île en Mer (che razza di nome per un’isola…). Attraversiamo il Golfe du Morbihan, un golfo di una ventina di chilometri di diametro e un’imboccatura larga solo novecento metri. Praticamente un mare chiuso, costellato da decine di isole e isolotti, in gran parte abitati. Non ho mai visto così tante barche a vela come qui.

Cambio di imbarcazione a Port Navalo, salgo su un affare piuttosto veloce che in un’oretta di sballottamenti arriva a Sauzon, secondo porto di Belle Île. Porto che all’interno (noi abbiamo attraccato a un molo all’esterno dell’insenatura) è in secca, dato che c’è la bassa marea! Fa impressione vedere barche e boe appoggiate sul fondo, in attesa che rientri l’acqua. Il tempo è buono, cerco il noleggio biciclette, ma un cartello mi porta completamente fuori strada. Chiedo informazioni ad alcuni passanti in bicicletta, che sanno l’inglese ma hanno noleggiato le bici a Le Palais (il centro principale dell’isola) e non hanno idea di dove si possano noleggiare qui a Sauzon. L’ufficio turistico è chiuso per la pausa pranzo, per cui provo a chiedere a una ragazza di un negozio, che però non sa l’inglese. Riesco a farle capire che cosa cerco con il mio ottimo francese e riesco anche a capire la risposta, per cui trovo finalmente quello che cercavo. Approccio la proprietaria del noleggio biciclette con il consueto “bonsgiur, parlevù anglé?”, ma quella risponde di no con aria sdegnata (simpatica…), per cui sono di nuovo costretto a fare ricorso al mio francese (quasi quasi lo metto nel curriculum); comunque, riesco a ottenere una bicicletta per il pomeriggio. Vado a Pointe des Poulains, estremità settentrionale dell’isola: scogliere spettacolari, il panorama merita davvero. Ripiglio la bici appena in tempo per evitare la coabitazione con i quattro pullman di turisti appena arrivati alla punta. Seguendo uno dei segnalatissimi percorsi ciclabili passo per il luogo dove si trova la Grotte de l’Apothicairerie (impressionante la falesia) e per la spiaggia di Port de Donnant. A sera riparto per Vannes, arrivo alle 22.15, gelato in Place Gambetta per concludere la giornata.

Belle-Île-en-Mer - Pointe des Poulains

Belle-Île-en-Mer – Pointe des Poulains

Belle-Île-en-Mer - Pointe des Poulains

Belle-Île-en-Mer – Pointe des Poulains

Belle-Île-en-Mer - falesia presso la grotte de l'Apothicairerie

Belle-Île-en-Mer – falesia presso la grotte de l’Apothicairerie

Belle-Île-en-Mer - Port de Donnant

Belle-Île-en-Mer – Port de Donnant

12 e 13 agosto 2006: Saint Hilaire de Riez

Riassumo due giorni in un unico blocco perché non c’è molto da dire. Ho infatti deciso di fare una deviazione verso sud e di concedermi un giorno e mezzo di relax in zona balneare. La spiaggia di Saint Hilaire de Riez è lunghissima, e con la bassa marea anche larghissima, e alle sue spalle ci sono dune e pini marittimi. Non mi dispiacerebbe fare il bagno, ma c’è davvero troppo vento (fastidioso, i più organizzati in spiaggia hanno un apposito paravento piantato per terra).

14 agosto 2006: Nantes

Se Rennes, pur essendo l’attuale capoluogo della Bretagna, non ha un atmosfera particolarmente bretone, Nantes, pur essendone stata in passato la capitale, non ce l’ha per nulla. Oggi, dal punto di vista amministrativo, Nantes non fa nemmeno più parte della Bretagna, ma è il capoluogo della regione della Loira (Pays de la Loire); la recente separazione dalla Bretagna è però contestata, e davanti alla sede del dipartimento della Loira Atlantica (il dipartimento di Nantes) sventola la bandiera bretone.

Nantes mi delude abbastanza, anche se c’è da dire che non posso visitare il castello (chiuso per restauro) e per di più oggi è lunedì e domani è Ferragosto (giorno festivo anche qui in Francia), per cui i negozi sono chiusi e c’è poca gente in giro (ma molti turisti italiani, più che nel resto del viaggio). Anche la cattedrale gotica non è un gran che, e si affaccia su una brutta piazza asfaltata. Direi che qui una bella piazza manca proprio (mi piacciono le piazze, forse perché sono nato in una città in cui la bella e ampia piazza ha un ruolo importante). Belli i giardini botanici, ma sono quel genere di parco-museo (guardare e non toccare) che non apprezzo molto.

La sera, in un bel ristorantino, mi servono un’entrecôte veramente enorme. Molto buona comunque, e a buon prezzo.

Nantes

Nantes

Nantes

Nantes

Nantes - Passage Pommeraye

Nantes – Passage Pommeraye

15 agosto 2006: Saint Nazaire

Dato che a Nantes non c’è molto da vedere, decido di prendere il treno e andare nella vicina Saint Nazaire. A parte i venti minuti di ritardo del TGV il primo giorno, ho sempre trovato un servizio ferroviario puntuale e molto efficiente, con treni perlopiù nuovi, comodi e puliti.

Saint Nazaire si trova sull’estuario della Loira, e prima della Seconda Guerra Mondiale era uno dei porti da cui partivano i transatlantici. Durante l’occupazione tedesca divenne un’importante base sottomarina, ragion per cui è stata ripetutamente bombardata dagli Alleati fino ad essere rasa completamente al suolo: l’unico edificio rimasto in piedi è proprio l’imponente e lugubre base sottomarina tedesca. La città è quindi moderna (è stata ricostruita dopo la guerra) e non particolarmente piacevole; sembra un po’ di stare in America.

A Saint Nazaire vado a visitare l’Espadon, sottomarino francese del dopoguerra ora trasformato in museo. Per quanto non sia particolarmente amante del genere, trovo la visita interessante (con audioguida in inglese). A Saint Nazaire ci sono anche degli importanti cantieri navali (dove tra l’altro è stata costruita la Queen Mary 2) e una fabbrica dell’Airbus; entrambi si possono visitare (con la guida), ma la visita guidata in inglese è disponibile solo il martedì per i cantieri navali e il giovedì per l’Airbus. Dato che oggi è martedì, opto per i cantieri navali: la visita dura un paio d’ore ed è molto interessante, peccato che essendo Ferragosto i cantieri non sono al lavoro. Oggi è stata una bella giornata di sole. Prima di riprendere il treno per Nantes do un’ultima occhiata all’Oceano.

Saint-Nazaire - base sottomarina

Saint-Nazaire – base sottomarina

Saint-Nazaire

Saint-Nazaire

Saint-Nazaire

Saint-Nazaire

16 agosto 2006: ritorno a casa

Oggi si torna a casa: faccio un ultimo giro per il centro di Nantes e poi prendo l’autobus per l’aeroporto. Ho il volo delle 15.10 per Milano Malpensa, l’aeroporto di Nantes mi sembra veramente scalcinato (quantomeno la hall 4), l’aereo è piccolo e stretto, un po’ claustrofobico. Alle 16.45 sono a Malpensa, la consegna bagagli è velocissima, il tempo è autunnale (si stava meglio in Bretagna).

Non so dove vorrei vivere, ma vorrei che ci fosse il Mare.

(Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui)


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11 commenti su “Diario: Bretagna 2006

  • Ro

    sono andata anch’io in bretagna quest’estate.. probabilmente non ti interessano granchè le leggende arturiane, altrimenti avresti fatto qualche tappa in quei magici luoghi..e poi la valle senza ritorno.. trecesson.. fort la latte..
    e come è possibile che dinan non ti abbia soddisfatto?! è meravigliosa..

    ciau

    • Davide L'autore dell'articolo

      Dinan mi è piaciuta, penso di averlo scritto… non mi ha completamente soddisfatto solo l’itinerario lungo i bastioni (a parte un tratto), ma per il resto penso valga abbondantemente una visita… e con un po’ di sole probabilmente è anche molto meglio. Quanto ai luoghi legati alla leggenda di Re Artù… beh, effettivamente non me ne sono curato molto, ma c’è anche il fatto che purtroppo, girando con i mezzi pubblici, le possibilità di movimento (e in particolare quelle di visitare luoghi isolati) sono molto più ridotte.

  • jacopo

    Ciao. Mi sto dilettando con la lettura del tuo racconto che sto trovando utile per il mio prox viaggio verso la Bretagna quest’estate. Complimenti per le descrizioni e grazie

    ciao

    Jacopo

  • antonia

    ti faccio i complimenti per le bellissime foto ma soprattutto per aver intrapreso un viaggio da solo con mezzi pubblici e non parlando il francese come se fosse la tua lingua madre 🙂
    ritorno quest’anno a nord della francia per visitare a fondo la bretagna e terrò conto delle tue informazioni
    complimenti!

  • Marw

    bellissimo resoconto e belle le foto… vorrei visitare alcuni dei posti da te citati, ma (probabilmente per un mio difetto) non riesco ad orientarmi con i siti dei mezzi pubblici… mi daresti una dritta, magari per trovare i siti giusti dei pullman e autobus?? la partenza sarebbe Parigi, vorrei visitare Quiberon e Douarnenez… Grazie!!

  • Chiara

    Ciao, bellissime le foto!!!! Io quest’ estate volevo andare in Bretagna in camper ma vedo che costa troppo (in media in agosto 130 euro al giorno)….quindi ho pensato di girare in Francia in treno…tu quanto hai speso più o meno (non contando il volo da milano perchè quello è un prezzo variabile)?

    Grazie!!!

    • Davide L'autore dell'articolo

      Ciao, non ricordo quanto ho speso anche perché sono passati un po’ di anni, ma ricordo che non è stato a buon mercato…

  • Sabrina

    mi è molto piaciuto quanto hai descritto e credo che seguirò la maggior parte delle tue indicazioni. manco dalla Bretagna da molti anni, ho un ricordo piuttosto vago ma soprattutto non vorrei incorrere in delusioni.
    Pensavo peraltro di fare una puntata in Normandia venendo da Parigi. dammi dritte se ne hai.

  • Ele

    Ciao,
    stamattina sono capitata per caso sul tuo blog navigando alla ricerca di info sulla Bretagna;anch’io da un pò desidererei andarci in un viaggio in solitaria(agevolata dal fatto che parlo molto meglio il francese dell’inglese!) e spero di riuscirci il prossimo luglio.Oltre ai complimenti di rito per il tuo reportage(di rito, ma sinceri) qualche domanda:
    pensavo di spostarmi noleggiando un’auto (se non troppo costosa),ma a quanto pare con i mezzi tu non hai avuto problemi.avevi già orari e biglietti o hai fatto tutto in loco senza difficoltà?
    Un’altra mia idea era di noleggiare una bici, x es. a S. Malo e fare alcuni tratti (fino a Dinan e a Mont St. Michel) a pedali:lo pensi fattibile?(sono una ciclista abituale, ma dalle mie parti non c’è vento)
    Last,(but not least!):spostandoti così in piena stagione avevi già tutti gli alberghi prenotati dall’Italia o sei riuscito senza problemi a trovare alloggio di volta in volta sul posto?
    Se troverai il tempo per darmi queste dritte te ne sarò infinitamente grata. A buon rendere!!

    • Davide L'autore dell'articolo

      Ciao,

      sono passati ormai un po’ di anni da quando sono stato in Bretagna, comunque:

      • Con i mezzi pubblici non ho avuto problemi e i biglietti si possono fare tranquillamente in loco (non so se sui treni ci siano tariffe agevolate se fatti in anticipo, magari dai un’occhiata sul sito delle ferrovie francesi, ma penso che sui treni regionali non faccia differenza), però mi ero fatto un’idea sugli orari prima di partire. Ovviamente se hai una macchina sei più libera, e puoi visitare zone difficilmente accessibili con i mezzi pubblici.
      • Avevo prenotato gli alberghi dall’Italia qualche settimana prima, e penso che quantomeno in posti come St. Malo sia consigliabile. Io preferisco sempre organizzarmi prima, in modo da non perdere tempo a cercare alloggio in loco… ma anche in questo caso dipende se hai una macchina oppure no.
      • Per la bici da St. Malo a Mont Saint Michel non ti so dire.

      Buon viaggio!