Diario: Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia 2007 17


3 agosto 2007: arrivo a Bilbao

Aeroporto di Milano Malpensa, vado a Bilbao via Barcellona per due settimane nel nord della Spagna. Vedo una fila interminabile davanti ai banchi del check-in Iberia… ma per mia fortuna è per il volo per Madrid, al check-in per Barcellona la coda è molto più breve. In volo scopro che Iberia non dà nemmeno un bicchiere d’acqua se non a pagamento… sorpresa sgradita, è una cosa che mi aspetto da una compagnia low cost, non da una compagnia di bandiera su un volo internazionale. Arrivato a Barcellona ho un paio d’ore d’attesa prima del volo per Bilbao, per cui ho il tempo di mangiare qualcosa e fare un giro; l’aeroporto è piuttosto grande e non è male, con molti bar e negozi, e sono in corso i lavori per raddoppiarlo. Sul volo per Bilbao osservo il paesaggio sottostante: avvicinandosi alla destinazione sembra di arrivare in un altro mondo, perché si passa improvvisamente dal sorvolare terra arida a colline verdi. L’aeroporto di Bilbao è abbastanza piccolo e ha un aspetto molto “cementoso”, ma è originale (è stato progettato da Santiago Calatrava), gradevole. Spero di fare in fretta perché di solito negli aeroporti piccoli la riconsegna bagagli è molto veloce… e invece ci mettono tre quarti d’ora, a causa, se ho capito bene, di un problema con l’apertura di un portellone. Riottenuto il mio zaino prendo l’autobus per la città e poi un modernissimo tram dalla stazione degli autobus al centro; il tempo è bello e la temperatura gradevole. Sono ormai quasi le otto quando arrivo in albergo; il tempo di farmi una doccia e rilassarmi un attimo, e poi esco a mangiare qualcosa. Sono stanco e non ho molta voglia di cercare, per cui prendo più o meno il primo posto che capita e mangio una bistecca senza molte pretese. Dopo cena faccio due passi, il primo impatto con Bilbao è decisamente positivo, l’atmosfera mi piace. C’è molta gente che fa jogging sul lungofiume la sera… bello.

4 agosto 2007: Bilbao

Rinvigorito da una notte di sonno e da una colazione varia e abbondante (in Spagna hanno delle bustine di zucchero enormi, il doppio delle nostre) mi appresto a visitare Bilbao (in basco Bilbo), la città principale dei Paesi Baschi. Attraverso lo Zubizuri (un moderno ponte pedonale progettato da Calatrava, come l’aeroporto) e salgo con la Funicolar de Artxanda a vedere la città dall’alto. La funicolare ha un unico binario, che si sdoppia solo nel breve tratto a metà strada in cui le due cabine (quella che sale e quella che scende) si incrociano; la precisione del meccanismo fa un po’ impressione. In cima ci sono degli impianti sportivi, e il panorama non è male. Tornato giù passeggio per la città, è piacevole anche se fa piuttosto caldo (vedo che i termometri segnano 34 °C). La cattedrale gotica è molto piccola, purtroppo devo uscire in fretta perché sta per iniziare un matrimonio. Passo per la parte più nuova del centro cittadino, dall’altra parte del fiume, fino al museo Guggenheim. È veramente un edificio incredibile, faccio il giro intorno, mi riservo di visitarlo uno dei prossimi giorni (le previsioni del tempo purtroppo danno un peggioramento in arrivo).

Bilbao

Bilbao

Bilbao - vista dal monte Artxanda

Bilbao – vista dal monte Artxanda

Bilbao - Museo Guggenheim

Bilbao – Museo Guggenheim

Bilbao - Museo Guggenheim

Bilbao – Museo Guggenheim

Prendo la metropolitana per andare a Portugalete, più a nord lungo la riva occidentale del fiume; il metrò e moderno e funzionale e fa lo stesso rumore della M3 di Milano. A Portugalete c’è il Puente Colgante, cioè un ponte trasportatore: quello che si può considerare il “ponte” vero e proprio è molto in alto, e ad esso è appesa una piattaforma mobile che può trasportare sei auto e diversi pedoni. La struttura risale a fine ‘800 ed è molto curiosa, non avevo mai visto nulla di simile.

Portugalete - Puente Colgante

Portugalete – Puente Colgante

Dato che sono stanco e accaldato decido di andare a rilassarmi un po’ in spiaggia. Prendo il metrò per Larrabasterra, insieme con molte altre persone evidentemente dirette al mare; è strano, essendo abituato a Milano, trovare il metrò pieno di gente che va in spiaggia, compresi ragazzi a torso nudo e surfisti con la tavola sottobraccio… ma è bello. Pensavo che la fermata del metrò (circa mezzora di viaggio dal centro di Bilbao) fosse vicina alla spiaggia, invece ci vuole ancora un quarto d’ora abbondante di cammino. Arrivo finalmente alla spiaggia di Barinatxe, che non è niente male, in basso incassata nella roccia su tre lati e con l’Oceano sul quarto. C’è parecchia gente (è sabato) ma la spiaggia è molto grande, per cui non dà un senso di affollamento; la spiaggia è naturalmente libera (detesto gli stabilimenti balneari) ma vedo che ci sono docce a disposizione gratuitamente. Ci sono un pochino di onde, vado a sentire com’è l’acqua… sorpresa, non è per niente fredda, per cui faccio il bagno nell’Oceano! Lascio la spiaggia che sono quasi le otto, doccia in albergo e poi cena, buona anche se un po’ cara. Bilbao mi sembra un posto non male dove vivere.

Sopelana - Playa de Barinatxe

Sopelana – Playa de Barinatxe

5 agosto 2007: San Sebastián

L’idea originale era di iniziare il viaggio da San Sebastián per poi andare a Bilbao come seconda tappa, ma non avendo trovato sistemazioni a prezzi sensati per un paio di notti ho ripiegato per un’escursione in giornata da Bilbao, che è a poco più di un’ora di pullman. L’autostrada tra le due città corre tutta nell’interno per cui non posso vedere i panorami costieri; la zona vicina a Bilbao è più urbanizzata e industriale, poi la presenza umana si dirada.

San Sebastián (in basco Donostia) è una stazione balneare belle époque, con un fascino retrò. La stazione degli autobus è un po’ distante dal centro e dal mare, così mi avvio lungo il fiume e poi attraverso la parte ottocentesca. Vedo persone con la baguette sottobraccio; la Francia è a due passi, e evidentemente influenza anche in queste piccole abitudini (o forse sono turisti francesi, ce ne sono molti qui). Purtroppo il cielo è coperto e c’è foschia, per cui non posso apprezzare la bellezza della baia a ferro di cavallo su cui si affaccia la città. Per strada passano surfisti scalzi con la tavola in mano, che si dirigono alla Playa de Gros, spiaggia cittadina più aperta rispetto alla mezzaluna di Playa de La Concha, e per questo soggetta alle onde. A giudicare anche dai negozi, il surf deve essere piuttosto diffuso da queste parti. Salgo in cima al monte Urgull, promontorio che chiude la baia da un lato e su cui si trovano delle fortificazioni; il panorama da quassù, con l’Isla de Santa Clara in mezzo alla baia, merita davvero, con il sole deve essere uno spettacolo. Scendo e faccio il giro del Paseo Nuevo; le onde che si infrangono ai piedi del monte Urgull sollevando spruzzi alti parecchi metri fanno impressione… ed è solo qualche onda, l’Oceano in tempesta deve fare parecchio paura. La Parte Vieja, il compatto centro storico della città, è un impressionante concentrato di bar, ristoranti, e negozi per turisti. In uno di questi bar faccio uno spuntino a base di pintxos, creativa versione basca delle tapas di cui San Sebastián è probabilmente una delle capitali (è veramente comodo poterne approfittare per mangiare qualcosa a qualsiasi ora) e poi una passeggiata sul lungomare. C’è molta gente in giro, forse anche perché il tempo non è bello, e quindi ce n’è meno in spiaggia. Sparsi per la città ci sono anche parecchi servizi igienici, segnati sulla cartina, gratuiti e puliti, un piccolo segno di civiltà che risponde a uno dei bisogni (è proprio il caso di dirlo) primari del turista. Viste le condizioni meteo purtroppo oggi non è il caso di fare il bagno, per cui alle 17.30 riprendo il pullman (ce n’è uno ogni ora) e alle 18.45 sono di nuovo a Bilbao. Piove.

San Sebastián - Playa de la Concha

San Sebastián – Playa de la Concha

San Sebastián

San Sebastián

6 agosto 2007: Vitoria e Bilbao

Oggi vado a Vitoria (in basco Gasteiz), capoluogo dei Paesi Baschi, che si trova nell’interno a cinquanta minuti di pullman da Bilbao (c’è un pullman ogni mezzora). Lungo la strada vedo colline coperte di pini, poi vicino a Vitoria il paesaggio si fa più rurale. Anche oggi il cielo è coperto. La periferia di Vitoria, per quanto non particolarmente attraente (ma penso poche periferie lo siano), ha un’aria molto ordinata, al contrario di quella (post?)industriale di Bilbao. Il centro medioevale della città sorge su una collinetta, e si sviluppa lungo strade concentriche intorno alla cattedrale che sta in cima (e che purtroppo è chiusa per restauri, penso da anni). Vitoria è un posto molto diverso dalla moderna Bilbao o dalla balneare San Sebastián, e per certi versi mi ricorda la Bretagna. Penso sia anche meno frequentata dai turisti (a occhio direi che Bilbao è pieni di italiani, e San Sebastián di francesi), infatti non vedo negozietti turistici. Nelle viette intorno alla cattedrale non c’è in giro nessuno, in compenso ci sono parecchi cocci di bottiglia sparsi; in questi giorni in città si celebrano le Fiestas de la Virgen Blanca, per cui immagino si tratti di residui di baldoria di ieri sera (in generale finora ho visto città molto pulite). Inizia a piovere. In una piazza stanno cominciando a preparare una paella gigante in una padella di qualche metro di diametro, temo verrà un po’ annacquata. Arrivo nella grande Plaza de la Virgen Blanca, e qui è pieno di gente. Nell’adiacente e bella Plaza Nueva sfilano persone in costume (con il basco, ovviamente) suonando e portando grossi pupazzi che rappresentano re, regine, e altre figure. In un’altra via avevano sistemato dei tavoli per strada, penso per mangiare. È molto bello, si vede che è una festa “loro” e non per i turisti, purtroppo la pioggia sempre più insistente rovina il tutto. Visto il tempo non mi dispiacerebbe visitare il museo Artium, ma il lunedì è chiuso (come, mi dicono, tutti i musei in Spagna). Torno allora a Bilbao per andare a visitare il Guggenheim, che invece in luglio e agosto è aperto tutti i giorni.

Vitoria - Plaza de la Virgen Blanca

Vitoria – Plaza de la Virgen Blanca

Vitoria - Plaza Nueva

Vitoria – Plaza Nueva

Il Museo Guggenheim di Bilbao è un edificio pazzesco, bellissimo e molto famoso, probabilmente più per l’edificio stesso che per quello che c’è dentro. Anche l’interno dell’edificio è spettacolare, tuttavia, per quanto riguarda le opere esposte, della collezione permanente c’è in sostanza solo la monumentale e labirintica opera “The Matter of Time” di Richard Serra, mentre il resto dello spazio espositivo (cioè praticamente quasi tutto) è occupato da due mostre temporanee.

Cena in un posto carino, ma c’è veramente l’imbarazzo della scelta.

7 agosto 2007: Santander

Oggi lascio i Paesi Baschi (che mi sono piaciuti molto) e mi trasferisco a Santander, capoluogo della Cantabria. Inizialmente pensavo di fare il viaggio in treno, ma avendo scoperto sul posto che il pullman impiega la metà del tempo (un’ora e mezza anziché tre ore), è molto più frequente (un pullman ogni circa mezzora, contro tre soli treni al giorno) e costa pure un pochino meno, ho cambiato idea. In generale, mi sembra che i collegamenti in pullman da queste parti siano molto migliori di quelli ferroviari, e sarà anche per questo che la stazione degli autobus di Bilbao (il Termibus) era molto più affollata di quella ferroviaria.

Durante il viaggio piove, per fortuna a Santander è solo coperto. Non fa per niente caldo (è mezzogiorno e ci sono 20 °C). Santander non è un granché (dal punto di vista monumentale è da vedere la cattedrale con un bel chiostro), è molto più caotica di Bilbao e San Sebastián e sembra più trasandata. Seguo il lungomare (per così dire, non è particolarmente bello) fino alla Península de la Magdalena, promontorio che chiude la baia e dove c’è un piacevole parco intorno a un’ex residenza estiva reale; i panorami sull’Oceano da qui non sono male. Continuando lungo la costa arrivo nella zona di El Sardinero, dove l’architettura è più piacevole rispetto al centro (somiglia più al lungomare di San Sebastián) e c’è una bella spiaggia rivolta verso l’Oceano (mentre il porto, dall’altra parte, dà sull’interno della baia). Dato che la passeggiata è piuttosto lunga, per tornare in centro prendo l’autobus (fortunatamente in Spagna di solito si può pagare il biglietto direttamente al conducente, senza impazzire per trovare una rivendita aperta). È incredibile come in poche ore il centro cittadino si sia trasformato: nel primo pomeriggio non c’era anima viva (nonostante non facesse caldo), mentre ora c’è parecchia gente in giro e non dà più quell’impressione di desolazione. Gli orari in Spagna sono diversi dai nostri… si pranza alle 14, si cena alle 22, e il pomeriggio i negozi sono aperti all’incirca dalle 17 alle 21 (quantomeno in estate). Mai visitare una città alle 15, rischia di sembrare una città fantasma (ma dove vanno tutti?).

Santander - El Sardinero

Santander – El Sardinero

Santander - Plaza de Velarde

Santander – Plaza de Velarde

8 agosto 2007: Santillana del Mar, Comillas e Santander

Santillana del Mar si trova a poco più di mezzora di pullman da Santander, un po’ nell’interno (a dispetto del nome, il mare non c’è). È un paese medioevale molto ben conservato ma anche, come probabilmente inevitabile, molto turistico, pieno di negozi a solo uso e consumo dei turisti. In casi come questo l’effetto Gardaland è sempre in agguato, ma direi che qui la cosa ha tutto sommato una dimensione più che accettabile (molto bella la Colegiata romanica con il relativo chiostro). Nelle vicinanze ci sono le pitture rupestri della Cueva de Altamira, di cui si possono però vedere solo le riproduzioni (la Cueva è chiusa al pubblico per preservarne l’integrità) all’adiacente Museo, che però non visito (è obbligatoria la prenotazione e la visita, che si fa con la guida, è probabilmente solo in spagnolo). Un quarto d’ora di pullman più in là rispetto a Santillana si trova Comillas, paese (sul mare, stavolta) con un piccolo centro storico gradevole per passeggiare e soprattutto alcuni edifici piuttosto bizzarri, tra cui il Capricho de Gaudì (all’interno del quale ora c’è un ristorante). Se si visita Santillana, penso valga la pena di allungare un pochino e passare anche di qui.

Santillana del Mar

Santillana del Mar

 Comillas - Capricho de Gaudì

Comillas – Capricho de Gaudì

Faccio ritorno a Santander poco prima delle 17, e dato che è finalmente uscito il sole (stamattina pioveva ancora) e sono stanco di camminare, vado a riposarmi un po’ in spiaggia a El Sardinero. L’Oceano è calmo, e rilassante da vedere e ascoltare. Stare in spiaggia al sole è piacevole ma in costume ho già quasi freddino, per cui non provo nemmeno a fare il bagno. La sera il centro di Santander è abbastanza animato, ci sono parecchi caffè e ristoranti. Tutto sommato, per quanto non ci sia nulla di straordinario, la città può essere una tappa piacevole se si è in viaggio lungo la costa.

9 agosto 2007: Oviedo

Oggi trasferimento a Oviedo, capoluogo delle Asturie. Anche stavolta opto per il pullman, dato che impiega due ore e un quarto contro le quattro ore e tre quarti del treno (e pazienza se la Lonely Planet classifica il viaggio in treno tra Santander e Oviedo tra le cose da non perdere). Tra l’altro viaggio su un pullman lussuosissimo, con meno sedili del normale (ma più grandi e distanziati) e con un servizio tipo aereo: c’è la hostess che porta da mangiare e da bere, i cioccolatini, i giornali, e gli auricolari per sentire la radio o il film. Finalmente, oggi c’è il sole.

Oviedo è una bella città, elegante e molto piacevole, con un centro fatto di vie e piazzette pedonali con molte statue sparse qua e là. C’è un’imponente cattedrale gotica, meta di pellegrinaggio, con un chiostro molto bello; è da vedere anche la preromanica Iglesia de San Julián de los Prados, che risale al IX secolo. All’ingresso di quest’ultima ho la fortuna di imbattermi in un gruppo organizzato di italiani; faccio due chiacchiere con il ragazzo che fa loro da guida a Oviedo e che molto gentilmente mi invita ad aggregarmi per la visita alla chiesa.

Oviedo - Ayuntamiento (Municipio)

Oviedo – Ayuntamiento (Municipio)

Oviedo - Catedral de San Salvador

Oviedo – Catedral de San Salvador

Oviedo - Iglesia de San Julián de los Prados

Oviedo – Iglesia de San Julián de los Prados

Cena all’asturiana in una delle tante sidrerias di Calle Gascona, con una porzione enorme di scaloppine al Cabrales (formaggio locale tipo gorgonzola), naturalmente accompagnate da sidro. Non sono particolarmente amante della birra (soprattutto per accompagnare il pasto), mentre il sidro, che qui bevono tutti, va giù che è un piacere. Versare il sidro è un rito: il cameriere tiene la bottiglia alta sopra la testa in una mano e il bicchiere in basso di fianco alla coscia nell’altra, con un gesto che ha dell’acrobatico ne versa due dita (facendo in modo che cada lungo la parete del bicchiere e non direttamente sul fondo) e ti porge il bicchiere direttamente in mano perché lo devi bere subito, e quello che non bevi lo devi buttare via (e non lasciarlo nel bicchiere). Credo che sia perché versandolo in questo modo (con una lunga “caduta” verso la parete del bicchiere) fa una leggera schiuma che scompare subito. Provo a versarne un pochino normalmente (un sacrilegio, immagino) e mi sembra che abbia un sapore diverso. I camerieri sono ovviamente esperti nel movimento (lo fanno anche senza guardare né la bottiglia né il bicchiere) e ne rovesciano poco o nulla.

10 agosto 2007: Gijón

Gijón è a solo mezzora di pullman da Oviedo, è poco più grande, ma è molto diversa. È una città di mare, con il piccolo centro storico ai piedi di un promontorio. Dal punto di vista monumentale non offre molto (direi praticamente nulla), il centro è fatto di viuzze strette e piccole piazze piene di sidrerias. Vale la pena di salire a Cimadevilla, dove si trova la scultura Elogio del Horizonte, non per vedere la scultura (una forma geometrica di cemento) ma per guardare l’Oceano. C’è il sole, ma qui in cima c’è un gran vento.

In città ci sono due spiagge. La Playa de Poniente è bruttina, confina con l’area industriale del porto per cui la vista non è esattamente un granché. La Playa de San Lorenzo, dall’altra parte del promontorio di Cimadevilla, è migliore ma decisamente meno bella rispetto alla Playa de La Concha di San Sebastián o alla Playa de El Sardinero di Santander (per citare due spiagge cittadine). Inoltre con la bassa marea diventa molto stretta, e in un tratto scompare del tutto.

Cena ancora a Oviedo (dove sono rimasto a dormire), in un’altra sidreria. Queste sidrerie sono una tradizione magnifica, si respira veramente una bella atmosfera (oltre a bere il sidro, che altrove non è facile da trovare).

Gijón

Gijón

Gijón - Elogio del Horizonte

Gijón – Elogio del Horizonte

11 agosto 2007: Lugo

Sveglia presto, alle 7, perché devo prendere il pullman alle 8.30. Scendo nella caffetteria dell’alberghetto dove alloggio ed è ancora chiusa, ma la proprietaria molto gentilmente mi prepara ugualmente il café con leche (che non è poi molto diverso dal cappuccino). Mi avvio verso la stazione degli autobus (circa un quarto d’ora a piedi), è sabato mattina e a quest’ora non c’è nessuno in giro. Nota sui semafori spagnoli: i tempi di attesa, quantomeno per i pedoni, sono interminabili, per cui la gente arriva, aspetta un po’, si spazientisce, e poi passa con il rosso.

Sono diretto a Lugo, come tappa intermedia verso La Coruña. Avrei preferito rimanere sulla costa, ma dato che non ci sono città importanti i collegamenti sono difficoltosi (c’è il treno Feve, con i soliti tempi di percorrenza biblici e con orari scomodi). Da Oviedo a Lugo sono cinque ore di pullman, anche se forse il giro che fa è un po’ largo: puntiamo dritti nell’interno (verso la Castiglia e León anziché verso la Galizia) e arriviamo a León, per poi proseguire verso occidente. Passando dalle Asturie alla Castiglia e León si vede un paesaggio completamente diverso, arso anziché verde, e anche i paesi hanno un aspetto molto diverso. A León per la prima volta incrocio il Camino de Santiago, che corre poi parallelo alla strada per un tratto; alcuni camminatori salgono sul pullman, evidentemente hanno deciso di saltare qualche tappa. Ci sono parecchie persone lungo il Camino (la maggior parte a piedi, alcuni in bicicletta), ma il paesaggio mi sembra veramente desolato (sarà anche che sono abituato al verde della costa).

All’una e mezza arrivo a Lugo, in Galizia, dove il paesaggio fortunatamente è tornato ad essere verde. Lugo è una città di origine romana, e il centro storico è tuttora interamente circondato dalle mura romane risalenti al III secolo d.C., per un perimetro di più di due chilometri. Si può fare l’intero percorso sulle mura, e da qui si vede che molti edifici all’interno della cerchia sono in cattivo stato se non diroccati. Visito la cattedrale, che è di quelle con il coro di fronte all’altare, a tagliare la navata centrale, come le avevo viste in Andalusia; ci sarebbe da vedere anche il Museo Provincial, ma d’estate il sabato pomeriggio è chiuso. Probabilmente sotto la città ci sono molti resti romani, e qualcosa infatti è stato trovato (resti di mosaici), ma immagino che sia difficile scavare sotto l’attuale centro storico.

La sera il centro è molto ben illuminato, in particolare le mura che sono molto più belle di sera che di giorno. Un po’ di gente in giro c’è, ma non è una meta turistica tra le principali e la vita notturna locale non deve essere particolarmente vivace.

Lugo - Catedral de Santa María

Lugo – Catedral de Santa María

Lugo - mura romane

Lugo – mura romane

12 agosto 2007: La Coruña

Trasferimento a La Coruña, per la prima volta prendo il treno, perché anche se ce ne sono pochissimi l’orario mi risulta più comodo. Avevo tentato di fare il biglietto ieri, ma l’addetto alla biglietteria mi aveva detto che non facevano vendita anticipata. Ovviamente tutto in spagnolo: uffici turistici a parte (e, a volte, negli alberghi) ho ormai rinunciato a tentare di comunicare in inglese, dato che non lo parla quasi nessuno, e me la cavo con quelle poche parole di spagnolo imparate più o meno casualmente in questi giorni (per un italiano la cosa è abbastanza facile, ma non vorrei essere nei panni di alcuni turisti nordici che vedo in giro). Tra l’altro qui in Galizia c’è il bilinguismo tra spagnolo e galiziano, che sembra una specie di via di mezzo tra lo spagnolo e il portoghese. Il cielo è grigio e pioviggina leggermente (e ti pareva). La stazione ferroviaria di Lugo è più piccola di quella degli autobus, non c’è quasi nessuno. Il treno è minuscolo, una sola carrozza, con i bottoni da premere per le fermate a richiesta come un autobus. Arrivo a La Coruña dopo circa due ore, per fortuna qui c’è il sole. La stazione è lontana dal centro, trovo la fermata dell’autobus (la cui collocazione non è particolarmente ovvia rispetto alla stazione) e guardando l’elenco delle linee e relative fermate, e incrociandolo con la approssimativa cartina della Lonely Planet, cerco di capire quale prendere. Il biglietto dell’autobus costa 96 centesimi, chissà perché non fanno cifra tonda a un euro.

Non mi aspettavo granché da La Coruña (A Coruña in galiziano) ma mi sbagliavo: ne sono piacevolmente sorpreso, la città mi piace. Non ci sono grandi monumenti da vedere, ma ha un suo fascino. Il Paseo Marítimo, che gira tutto intorno all’istmo e al promontorio su cui sorge il centro cittadino, è lunghissimo, ed è percorso da un vecchio e traballante tram (penso che non sostituiscano le vetture per ragioni storico-turistiche). Da un lato dell’istmo c’è il porto, mentre dall’altro c’è la bella e lunga spiaggia cittadina (formata dalle consecutive Playa de Orzán e Playa de Riazor). Il posto più bello della città per me è la Torre de Hércules, un faro la cui collocazione (non l’attuale edificio) risale all’epoca romana, e il parco tutto intorno. Sembra di stare su un capo sperduto sull’Oceano, e invece la città è a duecento metri.

La Coruña - Colegiata de Santa María del Campo

La Coruña – Colegiata de Santa María del Campo

La Coruña - Torre de Hércules

La Coruña – Torre de Hércules

La Coruña - parco della Torre de Hércules

La Coruña – parco della Torre de Hércules

La Coruña - Playa de Riazor

La Coruña – Playa de Riazor

13 agosto 2007: Finisterre e La Coruña

Essendo arrivato dai Paesi Baschi fino a qui in Galizia, non posso esimermi dall’andare fino alla punta estrema, a Cabo Finisterre (Fisterra in galiziano, ed è l’unico modo in cui è scritto sui cartelli stradali) sulla Costa da Morte, che è anche il punto in cui tradizionalmente, passata Santiago, si conclude effettivamente il Camino (anche se credo che oggi il tratto da Santiago a Finisterre venga fatto perlopiù in pullman e non a piedi anche dai camminatori).

Due ore di pullman da La Coruña e sono a destinazione, purtroppo il tempo non è un granché ma quantomeno non piove. Il capo, con il faro, dista poco più di tre chilometri dal paese di Finisterre (dove fa capolinea il pullman), per cui mi ritrovo a percorrere a piedi gli ultimi 3 km del Camino. Il promontorio è suggestivo, sia come panorama, sia per l’idea che questo è il finis terrae, la fine dell’Europa continentale, sia in quanto punto finale del Camino. La tradizione vuole che qui i pellegrini brucino un indumento usato durante il percorso, e infatti oltre il faro vedo dei ragazzi che stanno bruciando qualcosa, e qua e là sulle rocce molti resti di fuochi. Qualcuno ha lasciato gli scarponi, qualcun altro addirittura la bicicletta sulle rocce più in basso. Qui a Cabo Finisterre trovo quasi solo italiani, sia pellegrini che normali turisti, e mi domando il motivo di questa alta densità di connazionali.

Capo Finisterre

Capo Finisterre

Capo Finisterre

Capo Finisterre

Altre due ore di pullman e torno a La Coruña, dove fortunatamente c’è il sole. Vado a rilassarmi nella piccola ma molto bella spiaggetta che c’è nei pressi della Torre de Hércules; vorrei fare il bagno ma non fa molto caldo e l’acqua è fredda (anche a detta di avventori spagnoli, infatti in acqua non c’è quasi nessuno). Avrei voluto fare il bagno più spesso, ma quantomeno lo sfizio di fare una volta il bagno nell’Oceano me lo sono tolto, il secondo giorno a Bilbao. L’Oceano è calmissimo, l’acqua limpida e di un bell’azzurro. Dato che c’è luce fino a tardi (il sole tramonta dopo le 21.30) e si cena tardi, la gente rimane normalmente in spiaggia fino alle 20 e oltre (magari essendo arrivati alle 18). Torno verso Riazor lungo il Paseo Marítimo, è una mezzora di passeggiata molto piacevole. C’è parecchia gente in giro, a passeggio, in bicicletta, a fare jogging. Fare jogging lungo il mare deve essere veramente bello… ci pensavo ieri vedendo chi lo faceva nella zona della Torre de Hércules. Anche in centro la sera c’è molta gente per la strada, e nei bar e ristoranti, che hanno spesso i tavoli all’aperto. La Coruña mi sembra davvero un bel posto.

La Coruña - Playa de Las Lapas

La Coruña – Playa de Las Lapas

14 agosto 2007: Santiago de Compostela

Prendo il treno per andare a Santiago de Compostela, capoluogo della Galizia e ultima tappa del mio viaggio. Da La Coruña i treni sono frequenti e il viaggio è breve, tre quarti d’ora senza fermate. A La Coruña c’era il sole, a Santiago invece è coperto, poi inizia a piovigginare, il tempo è un po’ all’inglese.

Santiago è una città molto bella, ma anche molto turistica. La facciata della cattedrale è imponente come poche altre, la gente dentro è parecchia, c’è molta confusione. Piove in maniera decisa, il che mi impedisce di apprezzare a dovere la città, per fortuna ci sono i portici. Il centro storico è un saliscendi di strette vie pedonali e piazzette, con gli edifici fatti tutti della stessa pietra e quindi tutti dello stesso colore, molto bello; le vie principali sono piene di bar, ristoranti, e negozi. Ero scettico riguardo ai “pellegrini”, invece il vedere tante persone che hanno percorso il Camino (sono soprattutto ragazzi, spesso in gruppetti di tre o quattro) mi affascina: penso sia un’esperienza intensa e significativa, anche al di là dell’eventuale motivazione religiosa (che io non avrei). La Lonely Planet dice che “al mondo esistono poche città belle come Santiago”: penso che ci sia del vero, anche se secondo me è da interpretarsi nel senso che “al mondo esistono poche città belle nel modo in cui lo è Santiago”. Santiago è bella, ma non è solo una questione di monumenti. È una questione di atmosfera, di fascino per la storia, per quanto possa essere assurda, per cui è nata, del fascino del Camino.

Santiago de Compostela - Catedral

Santiago de Compostela – Catedral

Santiago de Compostela - Praza das Praterías

Santiago de Compostela – Praza das Praterías

15 agosto 2007: Santiago de Compostela e Pontevedra

Anche oggi piove. Le previsioni danno un leggero miglioramento per il tardo pomeriggio, speriamo bene.

Matrimoni e funerali a parte, sono molti anni che non assisto a una messa, ma qui decido di andarci. Un po’ perché, essendo la messa di Ferragosto (che è festa anche qui in Spagna), spero usino il botafumeiro, e un po’ perché mi sembra sia una parte importante della visita a questo luogo, senza la quale mi “perderei” qualcosa, anche se sono arrivato viaggiando in pullman e in treno e non a piedi o in bicicletta. Nella cattedrale c’è una gran confusione; il botafumeiro è lì appeso (ieri non c’era), avevo visto giusto. Si tratta di un enorme turibolo (pesa diverse decine di chili), che viene appeso con una corda alla cupola della cattedrale e fatto oscillare a pendolo fino a sfiorare le volte. Visto in azione dal transetto, dove mi trovo, è impressionante. Durante il “rito” del botafumeiro molta gente commenta, filma, fotografa con il flash. Mah. Io non sono credente, ma penso che in circostanze come questa sia doveroso essere rispettosi, soprattutto perché sono in qualche modo un intruso. Terminata l’oscillazione del botafumeiro molta gente esce, meglio così; io invece rimango. La messa è solenne, mi colpisce il rito con tutte queste persone, alcune delle quali hanno fatto qualche centinaio di chilometri a piedi o in bicicletta per essere qui, qualcuno in chiesa con lo zaino, qualcuno vestito da ciclista. Da agnostico, mi domando se tutto ciò abbia un senso, e ovviamente non ho risposta. Ma se anche l’unico senso fosse semplicemente quello di far stare meglio chi ci crede, beh, forse sarebbe sufficiente. Il Padre Nostro è cantato, in latino. Allo scambio del segno di pace molti si abbracciano, io mi sento un po’ fuori posto. Fortunatamente una ragazza mi porge la mano, io sorrido e gliela stringo. Finisce la messa, entrano nella cattedrale altre persone (in particolare i gruppi turistici), e non si riesce più nemmeno a muoversi. Un po’ a fatica guadagno l’uscita, fuori c’è la fila perché le guardie non fanno più entrare.

Santiago de Compostela - Catedral

Santiago de Compostela – Catedral

Domani avrò ancora tempo per visitare Santiago, per cui decido di andare a vedere Pontevedra, un’altra città medioevale un po’ più a sud. Preferirei vedere la costa, le rías, ma, condizioni meteorologiche a parte, purtroppo è praticamente impossibile senza disporre di un mezzo proprio. Pontevedra ha un centro medioevale carino e ben conservato, pedonale, pieno di piazzette. Deve essere piacevole la sera, a giudicare dal gran numero di bar e caffè, molti dei quali con i tavolini all’aperto. Turisti in giro ce ne sono (tutti spagnoli, a occhio e croce), ma le tre del pomeriggio di Ferragosto non sono certamente il momento in cui la città è più viva. Per fortuna c’è un po’ di sole.

Pontevedra - Praza da Leña

Pontevedra – Praza da Leña

Riprendo il treno e torno a Santiago; finalmente posso girare un po’ per la città senza pioggia. A Santiago c’è una bella atmosfera, tantissima gente in giro, molti artisti di strada (alcuni in cartellone a un festival che si svolge in questi giorni, altri al di fuori). Sotto un portico un ragazzo e una ragazza suonano la cornamusa lui e le nacchere lei, in una strana ma riuscita commistione di nord e sud. Ci sono i tanti “pellegrini” (li chiamo così per comodità, ma immagino ci sia una fetta, significativa anche se non so quanto grande, che affronta il Camino senza particolari motivazioni religiose), sia camminatori che ciclisti. L’aria è sempre allegra e festosa, immagino siano stanchi ma felici di aver portato a termine l’impresa. Contribuiscono a fare di Santiago, che è anche un’importante e storica sede universitaria, una città allegra e piena di giovani. Sono sempre più affascinato dal Camino.

Nel locale in cui vado a cena la cameriera è italiana, ed è qui da qualche mese. Mi chiede se sono in vacanza e io le rispondo di sì, ma aggiungo che domani torno a casa. “Il brutto delle vacanze è che finiscono”, mi dice allora lei. Eh, già.

Santiago de Compostela - Praza das Praterías

Santiago de Compostela – Praza das Praterías

Santiago de Compostela - Praza do Obradoiro

Santiago de Compostela – Praza do Obradoiro

16 agosto 2007: Santiago de Compostela e ritorno a casa

Le previsioni del tempo per oggi davano bello, invece è nuvoloso e freddino, e a tratti pioviggina pure. So che questa è una zona piovosa, ma se è sempre così per i miei gusti lo è un po’ troppo. Non mi dispiacerebbe visitare il museo Granell ma lo trovo chiuso senza spiegazioni, per cui faccio un ultimo giro per Santiago (speravo di farlo con il sole, ma purtroppo non è così). Il sole esce a metà pomeriggio, ma per me è ormai ora di mettersi in viaggio: ho il volo per Madrid alle 17.55, per cui alle 16.30 prendo il pullman per l’aeroporto. Alle 19 sono a Madrid, da cui dovrei ripartire alle 20.15 per Milano Linate; nel frattempo mangio qualcosa in fretta, sapendo ormai che sui voli Iberia non danno nulla. L’imbarco tarda un po’, chiamano al banco alcuni passeggeri tra cui me, e mi dicono che mi spostano in business class. In business la cena è invece, ovviamente, compresa. Arrivo a Linate verso le 22.40, c’è molta gente, la riconsegna bagagli è un po’ lenta. Verso mezzanotte sono a casa.

Non so dove vorrei vivere, ma vorrei che ci fosse il Mare. E a Milano non c’è.

(Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

17 commenti su “Diario: Paesi Baschi, Cantabria, Asturie e Galizia 2007

  • stefania

    Il tuo diario di viaggio mi è proprio utile per capire la terra che voglio andare ad esplorare, ti ringrazio da parte mia e della mia family.

  • Valeria

    Ciao Davide,

    quest’estate voglio fare il cammino di Santiago, una parte e vorrei andare anche a Finisterre e da lì prendere un pullmann per La Coruna perché ho letto che tu hai hai fatto il tragitto in senso inverso in pullmann e ci hai messo due ore, ti ricordi per caso la compagnia di bus? perché in rete non sono riuscita a trovare nulla e l’unico riferimento di un collegamento La Coruna Fisterra l’ho rovato nel tuo blog.
    Ti ringrazio molto se puoi aiutarmi.
    ciao
    Valeria

    • Davide L'autore dell'articolo

      Ciao Valeria,

      la compagnia di autobus si chiamava Vázquez, però in due anni le cose possono essere cambiate. Ricordo comunque che non si trovavano informazioni via Internet, per cui ero andato a chiedere alla stazione degli autobus a La Coruña. Alla peggio, in caso non si potesse andare più direttamente da Finisterre a La Coruña in pullman, puoi tornare a Santiago e da lì prendere il treno per La Coruña (a quel che ricordo erano frequenti, e il tragitto è abbastanza breve).

      Buon viaggio!

  • susanna

    Ciao Davide,
    da tempo volevo visitare la Spagna del Nord grazie ai ricordi che ancora ho (sono una ex studentessa di un dinosauro di anni fa ormai ihihih) dell’amore sviscerato del mio Prof di Spagnolo per questa terra, e tanto da avermi incuriosita al punto di decidere di preparare la valigia. Ed eccomi qui – a meno di 24 ore dal rientro in Italia da un tour di 10 gg piuttosto impegnativo, ma gratificante. Io, marito e figlia siamo andati a zonzo, con auto a noleggio, per circa 2.500 km tra le varie: Zaragoza; Pamplona; San Sebastiàn; Bilbao (che sinceramente non ci è piaciuta….Guggenheim strabiliante a parte); Santillana del Mar, Santander; Oviedo; La Coruna; Santiago di Compostela; Vigo; puntatina a Porto di 2 gg e rientro tramite Valladolid.
    Ti volevo solo dichiarare una buona GUIDA TURISTICA !!!
    Se hai altri diari di viaggio interessanti…..fai un fischio.
    😉
    grazie mille
    susanna
    pd

  • Andrea

    Ciao Davide,
    il tuo diario di viaggio mi è stato utilissimo….son pronto a partire per la scoperta dei Paesi Baschi!!!
    Un saluto.
    Andrea

  • mariantour

    Il tuo diario mi ha indotto quest’anno a scegliere, tra tante mete, la Spagna verde.
    Complimenti anche per le foto.
    Mariantour

  • sergio

    ciao Davide,

    bellissimo il resoconto del viaggio e direi anche illuminante.
    Partirò alla volta dei paesi baschi il 10 di giugno e dato che faremo campeggio, volevo sapere se sei a conoscenza di camping e soprattutto se solitamente il tempo in questo periodo è “clemente”.

    grazie,
    S.

  • claudia

    Grazie Davide per il tuo resoconto!!!
    ho prenotato un volo per Bilbao con l’intenzione di fare un giro molto simile al tuo
    ma nè su internet nè sulle guide riesco a trovare notizie sia di bus che di treni.
    la cosa iniziava a diventare un incubo!!!già mi vedevo sperduta sulle coste dell’oceano!!!:)
    il tuo resoconto di viaggio mi ha dato non solo notizie utili ma spunti molto interessanti!!!

    Grazie!

  • marina

    Tra pochi giorni partirò per Santander e seguirò il tuo percorso proprio grazie al tuo diario di viaggio. Molto ben fatto, sintetico ed esauriente, belle anche le foto che danno una panoramica delle varie cittadine….. certo il periodo (febbraio) non sarà proprio ideale ma spero che qualche giornata di sole illumini il percorso!!!

  • Paolo

    Non ti conosco ma posso permettermi di dire che ho parecchie cose in comune con te. Sono stato in parecchi posti ma tanti me ne mancano e tantissimi ne vorrei visitare, ma il lavoro ahimè non me lo permette. Oggi ho scoperto il tuo sito per caso ma è stato un gran piacere; sai quest’estate vorrei per così dire farmi il perimetro della penisola iberica e i tuoi viaggi mi sono stati d’aiuto, grazie!

  • ANNAMARIA ANSALONI

    Mi interessa il viaggio sopra descritto, è quello che desidererei fare. Tu organizzi anche? e i costi?
    Grazie se mi rispondi. Ciao

  • Giulia

    Ciao Davide, che bel viaggio. Quest anno vorrei fare esattamente il tuo itinerario. Ti ringrazio di averlo condiviso x’ mi hai adto molte informazioni utili! Volevo chiederti se gli alberghi li hai prenotati tutti dall’italia o di tappa in tappa. io vorrei usar airbnb ma non volevo prenotare tutte le tappe x avere libertà di movimento. che ne pensi? Grazie!

    • Davide L'autore dell'articolo

      Ciao Giulia, io solitamente prenoto tutto in anticipo, anche perché mi muovo con i mezzi pubblici. Sono però sempre prenotazioni che si possono annullare senza penale entro il giorno precedente, così posso cambiare idea senza perderci nulla (e nel caso di questo viaggio ricordo di averlo fatto, facendo tappa a Lugo anziché a Viveiro). Se vai in bassa stagione non dovresti aver problemi senza prenotare in anticipo, ma potrebbe essere più difficile in luglio e agosto. Prova a dare un’occhiata in anticipo per le date che ti interessano e a farti un’idea della situazione.

      • Giulia

        Grazie mille Davide! Per i mezzi pubblici invece non serve prenotare, confermi? 🙂 p.s. hai un cognome bolgonese o sbaglio? 🙂

        • Davide L'autore dell'articolo

          Per treni e pullman fai i biglietti sul posto.
          Sono lodigiano, e il mio cognome è diffuso soprattutto in Lombardia (Milano, Pavia, Lodi), Piemonte (Novara) e Toscana (Lucca, Pisa). 🙂

          • Giulia

            ok grazie mille dei consigli, sei molte gentile ed è bello leggere il viaggio che si desidera fare xciò ri-grazie 🙂

            ….x la provenienza proprio non ci ho preso ahahha 🙂