Diario: Portogallo 2008 16


31 luglio 2008: Arrivo a Porto

Quest’anno per le vacanze estive ho scelto il Portogallo, che volevo visitare da tempo. Parto da Milano Malpensa con il volo TAP delle 14.00 per Porto; l’aereo è piccolo (meno di cinquanta posti) ma il servizio è buono, per cui il volo è piacevole e atterra pure con un quarto d’ora di anticipo. Molto meno piacevole è l’accoglienza dal punto di vista meteorologico: nuvole basse, cielo plumbeo e pioviggine stile inglese… memore di tutta la pioggia presa in Spagna l’anno scorso inizio a preoccuparmi. L’aeroporto sembra moderno e ben organizzato; la consegna bagagli è molto veloce per cui recupero subito il mio zaino e prendo la metropolitana che porta in città.

All’albergo, in zona Avenida dos Aliados, mi dicono che per un disguido nella prenotazione non hanno una camera per me e mi dirottano su un altro albergo a cento metri di distanza, che a occhio sembra analogo. Il tempo di sistemarmi un attimo, e per fortuna quando esco non piove più e sembra che il cielo si stia rasserenando. Prendo un primo contatto con Porto, che sembra una città strana e di contrasti, con alcune cose modernissime e altre decrepite… ma vedrò meglio domani. L’Oceano è poco distante (Porto è sulla riva del fiume Duero, o Douro in portoghese) ma c’è aria e odore di mare, e si sentono di continuo i versi dei gabbiani. Guardandomi in giro deduco che gli orari qui non sono come in Spagna (dove i ristoranti prima delle 21.30 – 22 sono vuoti), per cui vado a cena alle 20.30, in un ristorantino minuscolo ma molto carino con vista sul Duero. Il cameriere parla un ottimo inglese, cosa che in Spagna non mi è mai capitata.

1 agosto 2008: Porto

Stamattina il cielo è ancora un po’ nuvoloso, e sperando che il tempo migliori mi avvio alla scoperta di Porto. Parto da Avenida dos Aliados, il vialone centrale della città su cui si affacciano il municipio e molti edifici liberty. In realtà per essere un viale è piuttosto corto, per cui l’effetto è più quello di una lunga piazza. A breve distanza visito la Cattedrale (che da fuori sembra più una fortezza che una chiesa), e poi passo sul Ponte Dom Luís I, che porta a Vila Nova de Gaia. È un ponte di ferro, ad arco, progettato da un allievo di Eiffel (e direi che si vede). Ha due livelli: su quello in basso passano automobili e pedoni, mentre su quello in alto (su cui mi trovo) oltre ai pedoni passa la metropolitana. È davvero molto alto e fa impressione, soprattutto quando ti passa a fianco la metropolitana e il ponte scricchiola… lo sconsiglio a chi soffre di vertigini, ma la vista su Porto e sul Duero (dal ponte e dal belvedere dall’altra parte) è molto bella.

Il cielo si è rasserenato; riattraverso il ponte e scendo per gli stretti vicoli della Ribeira, il quartiere storico di Porto. È veramente impressionante, sembra di tornare indietro nel tempo, ci sono porticine che si aprono su minuscoli negozi (senza altre aperture) che vendono un po’ di tutto. Pranzo in uno dei tanti ristoranti/bar del lungofiume, poi torno a Vila Nova de Gaia per visitare le cantine di produzione del vino di Porto. Vila Nova de Gaia si trova di fronte a Porto, sull’altra sponda del Duero, ma è un comune separato; per motivi storici tutte le cantine si trovano qui e non a Porto. Scelgo una cantina più o meno a caso; la visita guidata è in italiano, breve ma interessante, e si conclude con la degustazione di tre diversi tipi di porto (bianco, ruby e tawny). Qui faccio la conoscenza di due simpatici ragazzi di Pistoia, con cui ci ritroviamo poi per cena in un grosso locale un po’ tipico e un po’ turistico.

Porto è una bella città, non tanto da un punto di vista monumentale quanto per il fascino che emana, e per la splendida posizione sul Duero. Dà però anche l’idea di una città sporca e trasandata, e i vicoli della Ribeira, per quanto pittoreschi, non sembrano un posto sicuro in cui addentrarsi la sera…

Porto - Câmara Municipal (Municipio)

Porto – Câmara Municipal (Municipio)

Porto - Avenida dos Aliados

Porto – Avenida dos Aliados

Porto - Ponte Dom Luís I

Porto – Ponte Dom Luís I

Porto - fiume Duero visto da Vila Nova de Gaia

Porto – fiume Duero visto da Vila Nova de Gaia

2 agosto 2008: Guimarães e Porto

Dalla stazione São Bento di Porto (in cui vale la pena di entrare per ammirare gli azulejos dell’atrio) prendo il treno suburbano per Guimarães. Il servizio ferroviario sembra efficiente e ben organizzato, e tra l’altro ci sono anche biglietterie automatiche multilingua molto comode per i turisti (mentre in Spagna bisogna vedersela con l’addetto alla biglietteria, che di solito parla solo spagnolo).

A Guimarães “è nato il Portogallo” (come recita una scritta all’ingresso del centro storico); si tratta di una cittadina con un centro medioevale che vale la pena di visitare. Oltre alle vie e alle piazze del centro storico, sono da vedere il castello (o meglio quel che ne resta, comunque interessante) e il Paço dos Duques de Bragança (Palazzo dei Duchi di Braganza), che è invece stato restaurato nel secolo scorso e ha ora un’aria un po’ finta. Pranzo all’aperto in uno dei ristoranti di Praça de San Tiago, dove decido di assaggiare il bacalhau à brás: è una delle ricette tipiche portoghesi per il baccalà, in cui pezzettini di baccalà vengono fritti con patate e cipolle. Non sono un amante del pesce, ma lo sfizio di assaggiare almeno una volta l’onnipresente baccalà volevo togliermelo… e cucinato così mi piace anche. Passando più tardi noto che alle 15 c’è ancora gente a tavola, ma avvicinandomi mi rendo conto che sono tutti spagnoli: gli orari dei pasti sono dilatati, ma è curioso notare che sono divisi per fasce rispetto alle nazionalità (prima i tedeschi e gli inglesi, poi i francesi, gli italiani e i portoghesi, e infine gli spagnoli).

Guimarães - Largo da Oliveira

Guimarães – Largo da Oliveira

Guimarães - Castelo

Guimarães – Castelo

Tornato a Porto nel tardo pomeriggio vado a rilassarmi sul lungofiume di Vila Nova de Gaia, da cui si ha una bellissima vista sulla Ribeira. Cena ottima nella zona del Carmo, poi scendo in Praça da Ribeira aspettandomi il pienone dato che è sabato sera. Invece, gente in giro ce n’è ma neanche tanta, per cui mi viene un dubbio e attraverso il ponte, scoprendo che evidentemente il centro del divertimento serale è più Vila Nova de Gaia. Assisto anche a un concerto all’aperto di rock portoghese, che fa un po’ strano.

3 agosto 2008: Porto e Vila do Conde

Sonnacchiosa domenica mattina di sole a Porto; decido di andare a dare un’occhiata al museo di arte moderna Serralves, che tra l’altro la domenica mattina è a ingresso gratuito. Il Museo Serralves è lontano dal centro, in un edificio bianco basso circondato da un parco, il che ricorda vagamente il Louisiana di Copenaghen (che però mi è piaciuto molto di più, sia per il museo che per l’ambiente esterno).

Fa piuttosto caldo, per cui al pomeriggio decido di andare al mare; la Lonely Planet in proposito consiglia la spiaggia di Vila do Conde per un’escursione di mezza giornata. È vero che da Porto a Vila do Conde si può andare in metropolitana, ma è vero anche che il tragitto dura quasi un’ora e che la stazione è poi a una mezz’ora buona di cammino dalla spiaggia, per cui in totale si perde parecchio tempo. Arrivato finalmente alla spiaggia… delusione: a Porto oggi non c’era un filo d’aria mentre qui c’è un vento fortissimo che solleva la sabbia, il mare è mosso e in acqua non c’è praticamente nessuno. Il vento qui è probabilmente normale, dato che la spiaggia attrezzata non prevede i soliti ombrelloni, ma nientemeno che dei paravento… resto un po’ in spiaggia, ma il vento è davvero fastidioso per cui, deluso, torno a Porto per l’ultima serata in città.

4 agosto 2008: Coimbra

Oggi lascio Porto e mi trasferisco a Coimbra, con l’Alfa Pendular (cioè il Pendolino). A Porto c’è il sole, ma poco dopo attraverso una lunga zona di nebbia… per fortuna però a Coimbra il tempo è bello. Il treno mi scarica in una stazione periferica (Coimbra B), da cui un treno navetta porta velocemente all’altra stazione, che è in centro.

Rapido primo giro in città ma è già ora di pranzo, e decido di provare una cosa tipica che avevo già visto a Porto (e che credo sia tipica della zona di Porto, ma evidentemente si trova anche qui): la francesinha. Si tratta di una specie di toast gigante ripieno di carne e wurstel, con sopra del formaggio fuso e servito in un sugo brodoso e leggermente piccante a base di pomodoro (e credo birra), a volte (come in questo caso) circondato da patatine fritte. Detto così non è forse molto invitante, ma in realtà non è male… solo che è pesantissima e fa venire un caldo bestiale! Va detto che in generale le porzioni di cibo in Portogallo sono decisamente abbondanti, e quando sul menù è prevista la possibilità di avere mezza porzione bisogna assolutamente scegliere quella, perché la porzione intera è più che sufficiente per due persone. Anche paste e pasticcini sono enormi: qui a Coimbra in una vetrina ho visto delle meringhe grosse come panettoni. In un’altra vetrina ho visto anche ben allineate delle bottiglie di “licor de merda”, e penso che in portoghese voglia dire la stessa cosa che in italiano… mah.

Ripresomi un po’ dalla botta post-francesinha, mi dedico a visitare Coimbra. Il centro della città si trova su una collina, in cima alla quale non c’è una chiesa o un castello ma l’università (il che sembra una scelta bizzarra, ma scoprendo poi che l’edificio era originariamente una fortezza tutto torna). L’università di Coimbra è la più antica del Portogallo e una delle più antiche d’Europa, ha un posto fondamentale nella vita della città e merita una visita. Intorno ci sono vicoletti scoscesi dalla pavimentazione sconnessa, con qua e là le case autogestite degli studenti (le repúblicas) che hanno un aspetto decisamente malandato. Ci sono anche due cattedrali: quella vecchia sembra una fortezza (un po’ come quella di Porto), mentre quella nuova ha un aspetto più ordinario (il lunedì però è chiusa per cui non posso visitare l’interno). Da vedere anche l’Igreja de Santa Cruz, in Praça 8 de Maio.

A sera la francesinha si fa ancora un po’ sentire e non ho voglia di mangiare altra carne, per cui opto per un piatto di pasta in un ristorante italo-portoghese… non male. Direi che per quanto ho visto finora in Portogallo si mangia bene e si spende poco… e in più il caffè è sempre buono, anche meglio che in Italia (dove spesso al ristorante non è un granché).

Coimbra - Sé Velha (Cattedrale Vecchia)

Coimbra – Sé Velha (Cattedrale Vecchia)

Coimbra - Velha Universidade (Università)

Coimbra – Velha Universidade (Università)

 Coimbra - Praça 8 de Maio

Coimbra – Praça 8 de Maio

5 agosto 2008: Tomar

Oggi mi trasferisco a Tomar. Da Coimbra devo prendere due treni regionali: il primo fino a Lamarosa (una stazioncina moderna ma nel bel mezzo del nulla, nella quale ho un’ora di attesa) e il secondo da lì a Tomar, che è al termine di un ramo ferroviario secondario. Anche se si tratta di regionali i treni sono belli e moderni, con le fermate annunciate a voce e tramite display (ah, Trenitalia…).

Tomar è una cittadina carina, con un’aria da paese e i bambini che giocano a pallone in piazza. Di per sé non meriterebbe probabilmente una visita, se non fosse che sulla collina boscosa che domina il centro sorge il meraviglioso Convento de Cristo: un castello – monastero che era il quartier generale dei Templari. Il palazzo è molto grande, labirintico, assolutamente da vedere, in particolare il chiostro principale e la bellissima e misteriosa Charola.

Dicevo ieri che in Portogallo ho sempre mangiato bene e speso poco, ma qui a Tomar ho speso davvero pochissimo. A pranzo ho preso un’enorme insalatona con prosciutto, formaggio e verdure, acqua e caffè spendendo 3,75 euro; a cena in un ristorante molto carino prendo un immenso piatto di carne in umido con contorni (molto buono), acqua e dolce, e il conto è di ben 9,35 euro…

Tomar - Praça da República

Tomar – Praça da República

Tomar - Convento de Cristo

Tomar – Convento de Cristo

Tomar - Convento de Cristo

Tomar – Convento de Cristo

Tomar - Convento de Cristo

Tomar – Convento de Cristo

6 agosto 2008: Lisbona

Dopo le due tappe brevi a Coimbra e Tomar oggi arrivo a Lisbona, dove mi fermerò per quattro giorni. Temevo di trovare una città più sporca e trasandata di Porto ma fortunatamente mi sbagliavo: Lisbona è invece pulita e curata. Sono stato particolarmente fortunato con la sistemazione: ho infatti prenotato in un minuscolo residence (sei camere) a due passi dal Rossio, appena aperto e quindi nuovissimo, con camere ben curate.

Dopo un pranzo veloce parto alla scoperta della città: dalla bella piazza del Rossio attraverso la Baixa fino alla grande Praça do Comércio, che se non fosse per un cantiere dovrebbe aprirsi direttamente sul Tago. In Rua Augusta, viale pedonal-commerciale che collega le due piazze, a ogni angolo mi si avvicina qualcuno per offrirmi droghe varie (“hashish? marijuana? cocaina?”)… immagino non sia esattamente legale, ma evidentemente è tollerato. Dalla Baixa salgo poi al Chiado e al Bairro Alto. Quest’ultimo mi lascia un po’ interdetto, perché non solo non c’è in giro nessuno, ma proprio non c’è traccia di vita o attività: solo porte chiuse e muri coperti di graffiti, per cui sembra un quartiere abbandonato.

Cena nella Baixa, in una via piena di ristoranti, senza infamia e senza lode. C’è anche il menù in italiano e il cameriere parla anche italiano… finora comunque non ho mai avuto problemi di lingua perché, a differenza della Spagna, qui parlano più o meno tutti inglese. Per fortuna, perché mentre in spagnolo qualcosa si riesce a capire (e quindi più o meno si riesce a comunicare), il portoghese è molto più difficile, soprattutto per via della pronuncia (scritto si riesce a capire abbastanza, ma parlato no).

Lisbona - Praça de Dom Pedro IV (Rossio)

Lisbona – Praça de Dom Pedro IV (Rossio)

Lisbona - Praça do Comércio

Lisbona – Praça do Comércio

7 agosto 2008: Lisbona

Oggi seguo l’itinerario della Lonely Planet, che parte con una corsa sul famoso tram 28 dalla Baixa fin su a Graça. Questi vecchi tram sferraglianti (che non sono poi molto diversi da quelli di Milano, in realtà) sono ormai un’attrazione turistica, e lo è in particolare il 28, che va su e giù per le colline (Lisbona è costruita su sette colli, a occhio più alti e ripidi di quelli di Roma) tra stradine e curve strette. Sembra di stare sulle montagne russe, è sicuramente da provare. Vicino a Graça ci sono due dei miradouros (belvedere) di Lisbona, da cui si gode di una bellissima vista. Visito poi il Castello, circondato da un parco piacevole e ombroso con un bel panorama sulla città. Poco più giù ci sono Santa Luzia e Portas do Sol, con una chiesetta e una terrazza fiorita affacciata sulla città. Al di sotto si estende l’Alfama, il vecchio quartiere arabo di Lisbona, con scale e vicoli in cui probabilmente ci si può stringere la mano da una finestra a quella di fronte. È un po’ il corrispettivo della Ribeira di Porto, anche se sembra un po’ meno trasandata. Visito la Cattedrale, che ha sempre quell’aria un po’ da fortezza (anche se meno di quelle di Porto e Coimbra), e poi sono di nuovo nella Baixa.

Lisbona - Castelo de São Jorge

Lisbona – Castelo de São Jorge

Lisbona - Miradouro das Portas do Sol

Lisbona – Miradouro das Portas do Sol

Lisbona - Sé (Cattedrale)

Lisbona – Sé (Cattedrale)

Nel pomeriggio prendo il tram per Belém, e stavolta è uno di quelli lunghi e moderni. La famosa Torre di Belém è molto scenografica ma non merita di entrarci, mentre è da non perdere il Mosteiro dos Jerónimos: purtroppo è un po’ tardi per cui il chiostro è già chiuso, ma anche la sola chiesa del monastero è straordinaria. Prima di tornare in centro decido di assaggiare i famosi Pastéis de Belém: sicuramente buoni, ma la fila, l’affollamento, e il contesto da catena di montaggio rovinano un po’ il tutto.

Cena ancora nella Baixa, poi però decido di andare a dare un’occhiata al Bairro Alto, e lo trovo completamente diverso: è pieno di gente, di locali e di ristoranti che di giorno, da chiusi, non si vedono nemmeno. Anche i negozi, piuttosto particolari, sono aperti fino a tardi. Allora è questo il posto giusto per venire la sera… buono a sapersi.

Lisbona - Torre de Belém

Lisbona – Torre de Belém

Lisbona - Mosteiro dos Jerónimos

Lisbona – Mosteiro dos Jerónimos

Lisbona - Mosteiro dos Jerónimos

Lisbona – Mosteiro dos Jerónimos

8 agosto 2008: Sintra, Cabo da Roca e Cascais

Oggi ho in programma una gita nei dintorni di Lisbona, e in particolare a Sintra, che dista solo quaranta minuti di treno (con un treno ogni venti minuti). L’arrivo a Sintra fa un certo effetto perché, dopo aver attraversato periferie e sobborghi, all’improvviso si sbuca in questo luogo idilliaco tra colline e boschi. Dalla stazione raggiungo il centro e visito il Palácio Nacional de Sintra, palazzo reale ben conservato, interessante anche se nulla di straordinario (la Sala dos Brasões però merita molto) e preso d’assalto dalle comitive di turisti organizzati. Le altre due attrattive di Sintra, cioè il Castelo dos Mouros e soprattutto lo stravagante Palácio Nacional da Pena, non sono purtroppo raggiungibili a piedi dal centro (Sintra si estende su un’area piuttosto vasta, “sparsa” tra le colline) per cui, considerata anche la frequenza dei pullman, sono obbligato a scegliere tra queste e Cabo da Roca. Dato che un palazzo per oggi l’ho già visto, opto per la seconda possibilità.

Sintra - Palácio Nacional

Sintra – Palácio Nacional

Sintra - Palácio Nacional, Sala dos Brasões

Sintra – Palácio Nacional, Sala dos Brasões

Cabo da Roca, che si trova a quaranta minuti di pullman da Sintra, è il punto più a ovest dell’Europa continentale. È un posto isolato, e c’è un vento pazzesco per cui fa quasi freddo nonostante ci sia il sole. Il panorama non è male, però, a differenza della Pointe du Raz in Bretagna o di Cabo Finisterre in Galizia, qui non c’è un vero e proprio capo che si stacca con evidenza protendendosi verso l’Oceano: è più un’alta scogliera, per cui fa un po’ meno effetto. Nelle vicinanze dovrebbe esserci una spiaggetta tra belle formazioni rocciose, ma visto il vento decido che non è il caso di scendere fino al mare.

La linea dei pullman è Sintra – Cabo da Roca – Cascais, e dato che gli orari sembrano parecchio approssimativi (e il servizio non è frequentissimo) decido di salire sul primo che passa, e mi capita quello per Cascais (mezz’oretta di viaggio). Cascais mi appare come una stazione balneare piuttosto finta e fighetta; non ci vedo nulla di interessante (e anche la spiaggia non è proprio un granché) per cui non mi fermo molto e prendo il treno per tornare a Lisbona. Cena ottima, stavolta al Bairro Alto.

Cabo da Roca

Cabo da Roca

Cabo da Roca

Cabo da Roca

9 agosto 2008: Lisbona

Ultimo giorno a Lisbona; decido di andare a visitare il Parque das Nações, cioè il quartiere costruito per l’Expo del 1998, vicino alla stazione Oriente. Ovviamente si tratta di un’area moderna, comunque piacevole per una passeggiata in riva al Tago. Visito l’Oceanario, che penso sia l’acquario più grande d’Europa, e che in effetti è notevole anche se infestato da piccoli francesi urlanti (durante tutto il viaggio ho incontrato tantissimi francesi, chissà perché). Tornato in centro faccio un altro giro sul tram 28, prima andando verso Estrela per vedere la Basilica e il Parlamento, e poi tornando a Portas do Sol, che nel tardo pomeriggio è veramente un luogo splendido. Lisbona è davvero bellissima, al di là dell’aspetto monumentale (per quanto le cose da vedere siano molte), per l’atmosfera che si respira, e che dopo qualche giorno si riesce a cogliere.

Cena ancora nel Bairro Alto, con i ragazzi conosciuti a Porto con cui ci eravamo dati appuntamento per ritrovarci a Lisbona. In Praça do Comércio ci sono i fuochi d’artificio.

 Lisbona - Parque das Nações

Lisbona – Parque das Nações

Lisbona - Palácio de São Bento (Parlamento)

Lisbona – Palácio de São Bento (Parlamento)

10 agosto 2008: Lagos

Per l’ultima parte della vacanza mi trasferisco in Algarve; prima tappa Lagos. Dalla stazione di Lisbona Entrecampos prendo l’Alfa Pendular fino a Tunes, dove ho la coincidenza per Lagos. L’Alfa Pendular dovrebbe andare a 220 km/h ma capita solo in un breve tratto, per il resto fa lunghi tratti a velocità molto molto bassa… talmente bassa che penso ci sia qualche intoppo, ma evidentemente non è così dato che arriva a destinazione in orario. Da Tunes a Lagos il treno è invece un regionale un po’ scassato; evidentemente più a nord li hanno messi a nuovo.

Lagos è una località balneare molto famosa; temevo di trovare palazzoni e colate di cemento o quell’aria fighetta che c’era a Cascais, ma fortunatamente non è così. Lagos ha ancora l’aria di un paese; il centro pedonale è carino, pulito, e per quanto sia un posto turistico non risulta per nulla “finto”. Mi avvio a piedi verso Ponta da Piedade, un promontorio subito a sud del paese con scenografiche formazioni rocciose e belle spiagge tra le rocce. Il panorama è davvero bello; dopo essere arrivato alla punta e aver fatto un po’ di fotografie torno indietro e decido di scendere in una delle spiagge. Scelgo Praia do Camilo; dopo un po’ di relax vado a sentire com’è l’acqua… freddina, ma il posto è troppo bello per non fare il bagno.

La sera il centro di Lagos è molto animato, con moltissimi ristoranti e bar con i tavoli all’aperto, e i negozi aperti fino a tardi. Direi che è un posto per tutti, davvero piacevole.

Lagos - Praia da Dona Ana

Lagos – Praia da Dona Ana

Lagos - Praia do Camilo

Lagos – Praia do Camilo

Lagos - Ponta da Piedade

Lagos – Ponta da Piedade

11 agosto 2008: Sagres e Cabo de São Vicente

Oggi escursione a Sagres e Cabo de São Vicente, la punta estrema dell’Algarve verso l’Oceano. Il capo dista circa 5 chilometri dal paese di Sagres e i pullman che ci arrivano sono pochissimi; uno parte da Lagos alle 10.30 (il viaggio dura circa un’ora) e decido di prendere quello. A Lagos c’era il sole ma lungo la strada il tempo si fa più incerto; a Sagres è coperto, e a Cabo de São Vicente c’è una gran nebbia e fa pure freddo! Fa molto più effetto di Cabo da Roca, sia per il luogo in sè, che per questa nebbia che si vede arrivare dal mare spinta dal vento, risalire la scogliera e spazzare la superficie del capo. Da questa zona partivano le grandi esplorazioni… mi immagino che non doveva essere per nulla tranquillizzante partire verso l’ignoto dell’Oceano in un contesto del genere.

Vista la zona del capo vero e proprio, mi riavvio a piedi lungo la strada per Sagres, che costeggia la scogliera e offre bei panorami. Probabilmente la cosa migliore sarebbe stata fermarsi a Sagres e noleggiare una bicicletta, anziché venire fino al capo in pullman e dover poi tornare a piedi, ma ormai sono qui. La passeggiata è lunga ma piacevole; la strada non è per niente trafficata e c’è una larga banchina dove si può camminare in sicurezza. Ogni tanto conviene lasciare un momento la strada e avvicinarsi alla scogliera per ammirare i panorami, che sono molto belli. Fortunatamente il tempo migliora ed esce il sole, ma guardando indietro verso il capo lo vedo ancora avvolto dalla nebbia… temo che non fosse un caso. Più o meno a metà strada tra Cabo de São Vicente e Sagres, incastonata nella scogliera, c’è la Praia do Beliche: bellissima, ampia e pochissimo affollata. Vale veramente la pena di fermarsi un po’ e fare il bagno; l’Oceano è calmo, l’acqua un po’ fredda ma ci si può stare. Riprendo poi il cammino e passo dalla Praia do Tonel, anch’essa molto ampia ma direi meno bella (qui ci sono le onde, e infatti ci sono i surfisti), raggiungendo infine Ponta de Sagres. Sulla punta c’è una fortezza; non ho tempo di entrare (si paga) ma non mi sembra comunque molto interessante. Alle 18.30 riprendo il pullman per Lagos.

Dato che è pieno di turisti (pochi italiani, comunque), e che alle diverse nazionalità corrispondono diversi orari, a Lagos si può cenare sia presto che tardi, e i ristoranti fanno svariati turni. Cena ottima, in un bel locale.

Sagres - Cabo de São Vicente

Sagres – Cabo de São Vicente

Sagres - Praia do Beliche

Sagres – Praia do Beliche

Sagres - Praia do Tonel

Sagres – Praia do Tonel

12 agosto 2008: Faro

Oggi ultimo trasferimento: da Lagos a Faro, cioè dalla parte ovest alla parte est dell’Algarve. Faro è il capoluogo dell’Algarve, e rispetto a Lagos ha sicuramente un’aria più da città. Direi piacevole, sicuramente meno turistica di Lagos; probabilmente per molti turisti è solamente il punto di partenza e arrivo per via dell’aeroporto (che è molto vicino alla città, con gli aerei in atterraggio che passano sopra al centro). Dopo un giro in città, con visita al centro e alla Cattedrale, decido di andare a passare il resto del pomeriggio in spiaggia. Faro si affaccia su una laguna, per cui per trovare una spiaggia bisogna uscire un po’. Prendo l’autobus (urbano) per Praia de Faro, che in circa un quarto d’ora porta alla spiaggia passando per l’aeroporto. Praia de Faro è un lunghissimo spiaggione oceanico; nella zona dove arriva la strada ci sono bar e negozi e c’è parecchia gente, ma basta camminare un pochino per trovare tutto lo spazio libero che si vuole. È sicuramente molto meno scenografica delle spiagge tra le scogliere dove sono stato nei giorni scorsi (e poi la vicinanza con l’aeroporto si nota), ma non è male, e faccio il bagno anche qui. La sera, cena non esaltante; la scelta a Lagos era sicuramente maggiore, e si nota subito che Faro è decisamente meno vivace.

Faro - Arco da Vila

Faro – Arco da Vila

Faro - Cidade Velha

Faro – Cidade Velha

Faro - Sé (Cattedrale)

Faro – Sé (Cattedrale)

13 agosto 2008: Tavira

Oggi escursione in giornata a Tavira, che è a quaranta minuti di treno da Faro, in direzione est. Breve giro nel centro storico (nulla di che), a pranzo una pizza (che, un po’ a sorpresa, è decisamente buona), e poi prendo la barca per l’Ilha de Tavira. Tavira si trova infatti su un fiume, a breve distanza dalla costa: la barca percorre il fiume, supera una laguna, e arriva all’isola, una lunga striscia di sabbia che dà sul mare aperto. Vicino all’imbarco ci sono un campeggio, negozietti, ristoranti, e parecchia gente, ma la spiaggia è ampia e lunghissima per cui anche qui basta incamminarsi un pochino e l’affollamento sparisce; in cielo passano piccoli aerei che trascinano enormi striscioni pubblicitari. La spiaggia è bella, piena di conchiglie, con le dune alle spalle che ospitano una riserva naturalistica; l’acqua invece non è purtroppo un granché ma, essendo l’ultimo giorno, faccio il bagno ugualmente. Al ritorno c’è una fila lunghissima per imbarcarsi per Tavira; temo di perdere il treno (tutta la gente che è qui in fila sulla barca non ci sta) ma fortunatamente aggiungono delle corse con altre imbarcazioni, per cui arrivo in tempo e torno a Faro per le 20. A cena, un filetto al porto che è un vero capolavoro in un piccolo ristorante dal personale gentilissimo vicino alla cattedrale.

Tavira - Igreja de Santa Maria do Castelo

Tavira – Igreja de Santa Maria do Castelo

Ilha de Tavira

Ilha de Tavira

14 agosto 2008: Faro e ritorno a casa

Il brutto delle vacanze è che finiscono, e purtroppo oggi è l’ultimo giorno del mio viaggio in Portogallo. Faccio un altro giro nel centro di Faro, andando a visitare l’Igreja do Carmo (da vedere), pranzo, e poco dopo le 15 è ora di prendere l’autobus per l’aeroporto, dove mi aspetta il volo delle 16.55 per Lisbona. L’aeroporto di Faro è molto trafficato, e da qui si vede chiaramente che l’Algarve è una meta molto popolare per i turisti britannici: in tabellone ci sono un paio di voli per Lisbona, qualche volo per qualche altra capitale europea, e poi un numero incredibile di voli per tutte le città della Gran Bretagna (e Irlanda) possibili e immaginabili. Mezz’oretta di volo e sono a Lisbona; durante l’attesa per il volo successivo vado a comprare delle bottiglie di porto al duty-free. Sarebbe stato molto meglio comprarle direttamente nelle cantine a Vila Nova de Gaia, ma a parte il fatto che non era il caso di portarsele in giro nello zaino per dieci giorni, c’è il noioso divieto dei liquidi nel bagaglio a mano (e non mi fiderei a mettere delle bottiglie di vino nel bagaglio da spedire). Ho il volo delle 19.10 per Milano Linate, che parte con un pochino di ritardo ma arriva alle 22.45 in perfetto orario (si perde un’ora per via del fuso).

Il Portogallo mi è piaciuto davvero molto, e ci sarei rimasto volentieri di più. Non so dove vorrei vivere, ma vorrei che ci fosse il Mare… chissà che prima o poi ci riesca.

(Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui)

Faro - Igreja do Carmo

Faro – Igreja do Carmo


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16 commenti su “Diario: Portogallo 2008

  • vania

    ciao,congratulazioni!
    è proprio un bel giro!anch’io voglio fare il portogallo quest’estate,il tuo diario comprese foto è stato molto utile, anke se avrei voluto sapere qualcosa di + per il tempo. ti spiego, non sopporto il caldo torrido e mi piacciono fare lunghe passeggiate sia apiedi che in bici chiaramente con poco bagaglio e se c’è troppo sole non ce la faccio.nel aprile 2008 sono stata a porto 3 giorni e mi è piaciuto tantissimo,così vorreifare in 15g il resto, algarve compreso.ma come mai hai sempre preso treni e non pulman?la mia intenzione sarebbe quella di arrivare a siviglia(che conosco)e da lì prendere pulman per faro.la guida di base che uso è la routard,ma non ci sono immagini quindi poi le metto a confronto con altre, ma per alloggi pasti spostamenti e luoghi interesse la trovo ottima e i consigli sono fuori dai soliti itinerari turistici.grazie per tutto buon prossimo viaggio

    • Davide L'autore dell'articolo

      Io ho trovato tempo splendido e mai caldissimo; penso che sulla costa sia sempre abbastanza ventilato per via dell’Oceano, e che l’interno sia invece decisamente più caldo (ma ci sono stato poco). Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, trovo più comodo viaggiare in treno, per cui quando è possibile lo preferisco.

  • Marta

    ciao! prima di tutto complimenti per le foto, spettacolari!
    anch’io pensavo di andare in portogallo quest’estate, a lisbona e nell’algarve..nel tuo racconto ho trovato molte notizie e consigli utili..volevo sapere come ti sei trovato per gli alloggi, se si trovano bene sul posto anche senza prenotazione e a prezzi modici.
    grazie!!marta

    • Davide L'autore dell'articolo

      Il Portogallo in generale non è caro, ma dipende dalla zona… Lisbona e l’Algarve sono probabilmente le zone più care (essendo le più turistiche). Io ho prenotato tutto in anticipo, e penso che in agosto sia meglio farlo… soprattutto se non hai una macchina, e quindi possibilità di movimento ridotte.

  • Alessia

    Complimenti, sia per le foto che per la descrizione. Il prossimo 19 luglio partiremo per Lisbona e Algarve e dobbiamo ancora prenotare l’hotel in Algarve. Me ne hanno proposto due uno a Lagos e uno a Tavira e non riesco bene a capire quale possa essere la scelta migliore. Pur essendo una a ovest e l’altra a est dell’Algarve mi sembra che entrambe abbiamo tanto da offrire. Sapresti darmi qualche consiglio per scegliere.
    Grazie Mille! Alessia

    • Davide L'autore dell'articolo

      Io personalmente andrei a Lagos, soprattutto perché mi piace molto quel tipo di panorama (costa alta, scogliere…). Dall’altra parte invece è piatto, ma è questione di gusti. Dalle foto puoi farti un’idea. 🙂

  • Rossana

    Leggere il resoconto del tuo viaggio porta la mente a fantasticare sulle prossime vacanze. Sei riuscito a rendere con le parole tutte le meraviglie che hai visto durante il tuo soggiorno. Anch’io sto pensando di andare in agosto ma di solito non prenoto mai nulla in anticipo ma mi organizzo cammin facendo.
    ciao
    Rossana

  • bruno

    Complimenti… ho deciso, dopo aver letto e visualizzato le splendide foto, di fare un viaggio in Portogallo… grazie ancora…

    Bruno

  • barbara

    ciao davide
    scusami volevo chiederti maggiori info sugli hotel e pensioni, se hai siti internet e costi in modo da riuscire a prenotare prima se dovessi andarci.
    grazie mille
    ciaoo

    • Davide L'autore dell'articolo

      Ciao Barbara, se non ricordo male avevo prenotato in parte tramite il classico booking.com, e in parte con ricerche ad hoc via Internet.

  • renzo

    bravo !!! ho letto solo adesso del tuo viaggio in portogallo. sono conento che ti sia piaciuto . a me e’ piaciuto cosi tanto che sono dodici anni che ci ritorno tutti gli anni.Quello che ti è mancato di vedere e sentire sono due cose : Albufeira in algarve .( dove penso e spero finirò i miei giorni) e sentire la magia del fado. Mi raccomando , la prossima volta non perderli !!! ciao e buon……ritorno .

  • Roberto

    Meglio di una Lonely Planet!!! Non potevo trovare di meglio!
    Dal 29 luglio all’11 agosto sarò in Portogallo, atterrerò a Porto e partirò da Faro, praticamente sarà quasi lo stesso identico tour..

    Per cui, grazie e complimenti!

    Roberto

  • martina

    Ciao, complimenti per il racconto, dalle foto nonostante fosse agosto, non sembrava particolarmente caotico, sbaglio?
    Anche noi abbiamo in programma un tour del portogallo per quest’estate. Per ora il nostro itinerario è Porto, Monsanto, Lisbona e Olhao che useremo come basi per visitare anche le attrazioni vicine.
    Ciao

  • Giancarlo

    Con mia moglie siamo già stati in Portogallo, precisamente a Lisbona e Sintra. Abbiamo l’intenzione di proseguire la visita con Porto, Coimbra e Tomar; il tuo prezioso diario ci fornisce in poche righe tante indicazioni che ci saranno sicuramente utili. Posso chiederti come sei andato da Tomar a Lisbona?
    Obrigado!
    Giancarlo

    • Davide L'autore dell'articolo

      Tra Tomar e Lisbona Santa Apolonia ci sono treni regionali diretti (cioè senza dover cambiare), se non ricordo male relativamente frequenti. Il viaggio dura un paio d’ore. Puoi controllare sul sito delle ferrovie portoghesi.