Diario: Croazia 2010 7


5 luglio 2010: arrivo a Zagabria

Un anno dopo essermi trasferito a Innsbruck, per la prima volta è da qui che parto per le vacanze. La meta di quest’anno è la Croazia: prendo il volo delle 11.50 per Vienna, e da lì volo a Zagabria dove arrivo alle 14.30. L’aeroporto di Zagabria è minuscolo e la consegna bagagli rapida, per cui recupero subito il mio zaino; mi rifornisco di moneta locale (la kuna croata; e noto che le lingue disponibili al bancomat sono croato, italiano e inglese) e prendo l’autobus che porta in città. Dalla stazione degli autobus, che è fuori dal centro, prendo poi un tram; la rete tranviaria sembra buona, con corse frequenti e mezzi perlopiù moderni (e anche su quelli più vecchi, comunque, c’è il display che indica il nome della fermata, che a Milano non c’è…). C’è il sole e fa piuttosto caldo; prendo un gelato, davvero buono. Faccio un primo giro orientativo del centro, poi doccia ed esco per cena. È impressionante la quantità di locali, bar e caffè, anche considerando che non penso che Zagabria sia una meta particolarmente battuta dai turisti.

6 luglio 2010: Zagabria

Oggi mi dedico a Zagabria. Il centro cittadino è diviso in due: la città alta di origine medioevale a nord (costituita da due borghi originariamente separati e rivali, Kaptol e Gradec, che si trovano su due collinette) e la città bassa ottocentesca a sud. Inizio dalla prima, piccola ma piacevole, con la cattedrale e le vie acciottolate, che a tratti ricorda un pochino Praga. Vi si tiene anche un affollato mercato, che vende soprattutto fiori e frutta, in un tripudio di colori. Nella città bassa ci sono invece alcuni bei giardini, molto curati, che portano fino alla stazione ferroviaria, e il teatro nazionale. Al confine tra città alta e città bassa si trova la piazza principale, Trg bana Jelačića, non particolarmente bella ma sempre piena di gente che passa, si ferma, sale e scende dai tram che fermano in continuazione. È un luogo interessante perché sembra che la vita della città vi fluisca attraverso.

Nel complesso, Zagabria sembra una città ordinata e pulita, di stampo mitteleuropeo. Da vedere non c’è moltissimo, ma per un giorno direi che vale la pena di essere visitata, anche per vedere una città diversa da quelle della costa. E sono davvero impressionato dalla quantità di bar: intere vie pedonali (soprattutto Tkalčićeva) sono un susseguirsi ininterrotto di locali con i tavoli all’aperto, tutti strapieni anche in un anonimo martedì.

Zagabria - Trg bana Jelačića

Zagabria – Trg bana Jelačića

Zagabria - Cattedrale

Zagabria – Cattedrale

Zagabria - Crkva svetog Marka (Chiesa di San Marco)

Zagabria – Crkva svetog Marka (Chiesa di San Marco)

Zagabria - Hrvatsko narodno kazalište (teatro nazionale croato)

Zagabria – Hrvatsko narodno kazalište (teatro nazionale croato)

7 luglio 2010: Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Poco più di due ore di pullman (dove la signora accanto a me beve grappa, e mi offre un cicchetto che cortesemente rifiuto…) e da Zagabria arrivo al famoso parco nazionale dei laghi di Plitvice. Si tratta di un insieme di laghi e laghetti di colore turchese che si trovano su vari livelli, collegati da cascate, in un trionfo di acqua, verde e azzurro. In una parola sola: meraviglioso. È probabilmente il più bel luogo naturale che mi sia capitato di vedere, così “perfetto” che sembra costruito apposta. Il parco è molto ben tenuto e la visita ben organizzata, con diversi possibili percorsi chiaramente segnalati. Faccio quello completo, per circa sei ore di cammino molto tranquillo, soste fotografiche incluse. Dall’ingresso un trenino-pullman porta ai laghi superiori, più piccoli e circondati da boscaglia e canneti. Terminata la prima parte del percorso (forse la più bella), si arriva al lago più grande, dove un battello porta sull’altra sponda (i trasporti interni al parco sono compresi nel biglietto di ingresso). Si prosegue quindi l’itinerario a piedi con i laghi inferiori, più grandi e circondati da pareti rocciose, per poi tornare al punto di partenza sfruttando ancora il trenino-pullman.

Per avere più tempo a disposizione ho scelto di pernottare in uno degli alberghi del parco, in stile vagamente sovietico-socialista. Si possono anche affittare camere da privati nei dintorni, ma muovendomi in pullman sarebbe stato un po’ più problematico. Cena nell’unico ristorante dei paraggi, nello stesso stile dell’albergo, che ovviamente fa della sua unicità il suo punto forte (cibo accettabile, ma prezzi eccessivi). Ad ogni modo, valeva assolutamente la pena di visitare questo posto.

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

Parco nazionale dei laghi di Plitvice

8 luglio 2010: Zara

Prossima tappa Zara. Il tizio che fa i biglietti sul pullman (sono sempre in due: uno guida e l’altro fa i biglietti, eventualmente alternandosi) non spiccica una parola in una lingua diversa dal croato, il che crea qualche problema di comunicazione con i passeggeri. Fortunatamente due ragazze si improvvisano interpreti; considerando comunque che la maggior parte dei passeggeri è costituita da turisti stranieri, un minimo di conoscenza dell’inglese da parte del personale sarebbe opportuno.

Arrivo a Zara verso l’una, e fa un gran caldo. Zara fa un effetto decisamente diverso rispetto a Zagabria: a parte l’ovvia aria mediterranea e non mitteleuropea, sembra sporca, malmessa e disordinata. Per la conformazione della città vecchia, circondata su tre lati dal mare, e per le sue stradine bianche, ricorda vagamente Cadice, in Spagna. Però, diciamocelo: checché ne dica la Lonely Planet, Zara non è poi un gran che. Il centro storico ha alcuni monumenti significativi e può offrire una passeggiata piacevole, ma nel complesso non dice molto (credo comunque sia stato pesantemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale). Per molti, come nel mio caso, Zara è “di strada” e per questo è un buon punto di sosta; come meta di per sé, però, non la terrei in grande considerazione.

Un’opera moderna mi ha invece positivamente colpito. All’estremità della città vecchia, sulla punta della penisola, c’è un’ampia gradinata che scende nel mare. Questa già di per sé è una bella idea, e infatti il posto è pieno di ragazzi (del luogo, credo) che si tuffano e fanno il bagno. Ma la cosa straordinaria è che all’interno dei gradini è stato realizzato un organo marino: il mare, muovendo l’aria che esce da un sistema di fori, produce una “musica” ipnotica. Singolare, e molto bello.

Cena ottima davvero, a un prezzo per cui a Milano si mangia poco più di una pizza (e invece qui ho avuto pasta fatta in casa con i tartufi, e una bella bistecca).

Zara - Cattedrale di Sant'Anastasia (Katedrala Svete Stošije)

Zara – Cattedrale di Sant’Anastasia (Katedrala Svete Stošije)

Zara - Chiesa di San Donato (Crkva sv. Donata)

Zara – Chiesa di San Donato (Crkva sv. Donata)

Zara - organo marino

Zara – organo marino

Zara - lungomare

Zara – lungomare

9 luglio 2010: Ugljan (Ugliano)

Chiedo all’ufficio turistico quali escursioni si possano fare in giornata da Zara e mi consigliano Plitvice; dato che dico che ci sono appena stato suggeriscono le isole Incoronate (Kornati in croato). Queste ultime però, a meno di avere una barca propria, sono raggiungibili solo partecipando a una di quelle gite tutto-organizzato-tutto-compreso che non sono esattamente il mio genere. Decido allora di fare la cosa più semplice, cioè un giro a Ugliano (Ugljan in croato), l’isola che si trova di fronte a Zara e che è raggiungibile in 20 minuti con il traghetto Jadrolinija (che parte ogni ora). Il traghetto attracca nel piccolo paese di Preko (Oltre in italiano), dove non c’è nulla di interessante, ma non importa perché oggi voglio solo fare un po’ di mare. C’è poca gente, e da quel che sento sono quasi tutti croati (e qualche italiano). Mi piace il suono della lingua croata (che è praticamente uguale a quella serba), e non sono molte le lingue che mi fanno lo stesso effetto (per esempio, trovo inascoltabile il francese e non molto attraenti il tedesco e l’inglese). Sarà perché è piena di parole che finiscono per vocale e risulta, come l’italiano, una lingua “cantata”, e perché è piena di suoni dolci e priva di quegli sputazzi e raschi in gola che si trovano in altre lingue come l’inglese (i primi), il tedesco (i secondi), o lo spagnolo (entrambi).

A Preko ci sono alcune spiaggette di ghiaia (la sabbia su questo lato dell’Adriatico credo sia pressoché inesistente), e l’acqua è limpida (beh, la ghiaia aiuta in questo senso). Penso sia più che altro una meta per la classica gita fuori porta e picnic da parte della gente del posto. Il punto più bello è l’isolotto di Galovac, che dista meno di 100 m (nei quali più o meno si tocca, tra l’altro), per cui in mezzo si forma una sorta di piscina naturale di acqua turchese. Tornato a Zara, mi godo il tramonto dal lungomare.

Ošljak

Ošljak

 Ugljan (Ugliano) - Galovac

Ugljan (Ugliano) – Galovac

Zara

Zara

10 luglio 2010: Spalato

Oggi trasferimento a Spalato. A Zara entro per sbaglio nella stazione dei treni (che è accanto a quella dei pullman), e sembra un edificio abbandonato. Avevo letto che il servizio ferroviario in Croazia non è un gran che, e se questa è l’immagine non posso che confermare. La rete dei trasporti via autobus invece è estesa e piuttosto ben organizzata, con mezzi frequenti e prezzi ragionevoli. Prendo quindi il pullman per Spalato (tre ore e passa), che è strapieno, con gente in piedi (consiglio vivamente di prenotare uno o due giorni prima, quando possibile), anche se per fortuna molti sono diretti alle spiagge fuori Zara e quindi scendono dopo non molto. La costa, in particolare nelle zone di Sebenico e Primošten (Capocesto in italiano) è bella e frastagliata, con parecchie calette di acqua azzurra.

Spalato dà l’idea di una città piuttosto grande, ma meglio curata e organizzata di Zara. L’attrazione più famosa e significativa è il Palazzo di Diocleziano, la cui origine risale al III secolo. Non si tratta però di quello che ci si potrebbe immaginare da un palazzo di epoca romana, cioè delle rovine adibite a museo, ma fondamentalmente di un piccolo quartiere che costituisce più o meno metà del centro storico di Spalato. Infatti, dopo la distruzione della vicina città romana di Salona da parte dei barbari, gli abitanti si rifugiarono nel vecchio palazzo imperiale fortificato, trasformandolo in una nuova città che divenne poi Spalato. Per questo motivo il palazzo è stato ampiamente rimaneggiato durante i secoli successivi, e oggi è un labirinto di stretti vicoli lastricati di marmo tra palazzi bianchi. È un luogo molto suggestivo in cui perdersi, camminando senza fretta con il naso all’insù per scoprire qua e là una bifora o dei capitelli, e fermandosi nei tantissimi bar e negozietti che vi si trovano. La piccola piazza al centro del palazzo, il Peristilio, sembra il set di un film sull’antica Roma; vi si affacciano quello che era il mausoleo di Diocleziano, poi trasformato in chiesa (ora è la cattedrale di Spalato), con un magnifico colonnato, e altri edifici. Sembra di aver fatto un viaggio nel tempo. Il bar della piazza non ha tavolini all’esterno, ma cuscini color porpora e vassoi di legno appoggiati sui gradini di marmo. L’altra metà del centro storico, al di fuori del palazzo, non è poi molto diversa (anche se ovviamente non è così antica), e offre un paio di belle piazze. Tutto molto pulito e ben tenuto. Infine, va citata la famosa Riva, cioè l’ampio lungomare cittadino, pieno di aiuole e caffè, con cui il centro storico si affaccia sul porto.

Spalato - Palazzo di Diocleziano, Peristilio

Spalato – Palazzo di Diocleziano, Peristilio

Spalato - Palazzo di Diocleziano, Peristilio e Cattedrale

Spalato – Palazzo di Diocleziano, Peristilio e Cattedrale

Spalato - Riva

Spalato – Riva

Spalato

Spalato

11 luglio 2010: Trogir (Traù) e Spalato

Stamattina vado a visitare Trogir (Traù in italiano), che si trova a poco più di 30 km da Spalato (vicino all’aeroporto), ed è collegata molto di frequente. Il centro medioevale di Trogir sorge su una piccola isola, e offre una cattedrale in stile veneziano (da vedere, in particolare il portale e il panorama dal campanile) affacciata su una bella piazza, e la possibilità di una piacevole passeggiata tra i suoi vicoli.

Dopo una pizza e un caffè (buoni entrambi, ma direi che qui è la norma) faccio ritorno a Spalato. Fa caldo, e tra ieri pomeriggio e stamattina ho avuto una dose sufficiente di storia e monumenti, per cui ora vorrei andare a rilassarmi un po’ al mare. Ci sono alcune spiagge in città, sia a ovest che a est del centro storico. L’esperienza non è però un gran che, e le prime che vedo sono un carnaio infernale (anche perché, essendo domenica, immagino che l’intera città si sia riversata qui). Alla fine faccio comunque il bagno, per quanto non molto soddisfatto (anche l’acqua non è particolarmente bella).

A conclusione della giornata, un’altra buona cena. Da queste parti si mangia molto bene (la cucina è piuttosto simile a quella italiana, in realtà), e i prezzi sono ragionevoli. L’unica cosa inquietante che ho visto (spesso!) sui menù, accanto agli onnipresenti spaghetti alla bolognese, sono dei misteriosi “spaghetti alla milanese”, che da uomo della Bassa lombarda non ho mai sentito nominare. Saranno spaghetti impanati e fritti e poi bolliti con lo zafferano? Decido che non lo voglio sapere…

Trogir (Traù) - Cattedrale di San Lorenzo (Katedrala sv. Lovre)

Trogir (Traù) – Cattedrale di San Lorenzo (Katedrala sv. Lovre)

Trogir (Traù) - Trg Ivana Pavla II

Trogir (Traù) – Trg Ivana Pavla II

Trogir (Traù)

Trogir (Traù)

12 luglio 2010: Brač (Brazza)

Vista l’esperienza negativa di ieri con le spiagge di Spalato, decido di andare su una delle isole vicine. La più bella dovrebbe essere Hvar (Lesina in italiano), ma senza auto è difficile da visitare in giornata (anche perché il traghetto non porta a Hvar città; c’è un catamarano che ci arriva ma ha orari incompatibili con una visita in giornata). Opto allora per la più vicina isola di Brač (Brazza in italiano), e dopo 50 minuti di traghetto sono a Supetar (San Pietro della Brazza). Secondo la Lonely Planet la località più interessante è Bol (Vallo della Brazza), dall’altra parte dell’isola, ma si tratta di farsi ancora un’ora di pullman per arrivarci (e poi un’altra per tornare). Dato che non ne ho molta voglia, e che comunque qui non sembra male, mi fermo a Supetar. Fatto il bagno e mangiata una pizza, trovo un posto tranquillo per passare le ore più calde della giornata. Sonnecchiare in riva al mare all’ombra dei pini, con solo il rumore del vento e delle onde, è un pezzetto di paradiso. Rifaccio il bagno in queste acque cristalline, e poi è ora di tornare a Spalato. Penso che queste isole meriterebbero di essere esplorate, e che vi fosse dedicato più tempo, ma con un mezzo proprio a disposizione.

Brač (Brazza) - Supetar (San Pietro della Brazza)

Brač (Brazza) – Supetar (San Pietro della Brazza)

Brač (Brazza) - Supetar (San Pietro della Brazza)

Brač (Brazza) – Supetar (San Pietro della Brazza)

Brač (Brazza)

Brač (Brazza)

13 luglio 2010: Dubrovnik (Ragusa)

Oggi ultimo trasferimento, da Spalato a Ragusa, ormai meglio nota anche in italiano con il nome croato di Dubrovnik. È un viaggio piuttosto lungo (quasi cinque ore) anche perché, come al solito, il pullman non percorre l’autostrada (a parte un primo tratto) ma la strada costiera, sicuramente più panoramica ma anche più lenta. La costa è alta, bella, e non sembra particolarmente urbanizzata. La costa croata è interrotta per un breve tratto dall’unico sbocco al mare della Bosnia Erzegovina, che separa la zona di Dubrovnik dal resto del paese, per cui si attraversa due volte la frontiera (con relativo controllo passaporti) in poco più di 10 km.

Dedico il pomeriggio alla visita di Dubrovnik. La città è sicuramente bella, ma come tutti i posti belli e molto famosi è strapiena di turisti e decisamente cara, molto più cara del resto della Croazia. Per esempio, se un gelato due gusti a Zagabria, Zara e Spalato costa 12 kune (1,65 euro) o al massimo 14, qui ne costa 20 (2,75 euro), che è una bella differenza. Inoltre, al contrario di Spalato, dove pure la presenza turistica è significativa, qui tutto nel centro storico sembra esistere praticamente solo in funzione del turismo e dei turisti, dando quindi l’impressione di una cosa un po’ artificiale. Ad ogni modo, ripeto, bella e sicuramente da vedere. Una delle attrazioni più famose di Dubrovnik è la cerchia di mura, che è interamente percorribile a piedi. Ne vale la pena, ma attenzione che il percorso è lungo (un paio di chilometri, ma ci sono alcune “vie di fuga” utilizzabili senza dover necessariamente fare tutto il giro) e pieno di gradini (le mura vanno su e giù, non sono in piano).

Cena abbastanza buona, ma cara (cioè a prezzi “italiani”). La quantità di gente in giro la sera sullo Stradun (la via principale della città vecchia) è impressionante.

Dubrovnik (Ragusa) - Stradun

Dubrovnik (Ragusa) – Stradun

Dubrovnik (Ragusa) - Palazzo Sponza

Dubrovnik (Ragusa) – Palazzo Sponza

Dubrovnik (Ragusa)

Dubrovnik (Ragusa)

Dubrovnik (Ragusa)

Dubrovnik (Ragusa)

14 luglio 2010: Mljet (Meleda)

Oggi decido di visitare l’isola di Mljet (Meleda in italiano), che per metà è parco nazionale. Da Dubrovnik ci si può arrivare con il traghetto Jadrolinija, che però porta solo a Sobra (Porto Mezzo), dove a quel che ho capito non c’è nulla, oppure con un più veloce catamarano che in un’ora e mezza porta a Polače (Porto Palazzo), nel parco nazionale. Arrivato a Polače vedo biciclette a noleggio, e probabilmente sarebbe quello il mezzo più indicato per spostarsi in zona, ma oggi fa troppo caldo per cui opto per i pulmini del parco. La principale attrazione dell’isola sono due laghi, il maggiore collegato direttamente al mare da uno stretto, e il minore collegato al primo da un piccolo canale. Nel lago più grande si trova anche un’isoletta, raggiungibile in barca, con un ex monastero (che oggi ospita un ristorante). I laghi sono veramente belli, con colori magnifici, e farci il bagno è un’esperienza paradisiaca. Purtroppo il catamarano per Dubrovnik riparte alle cinque, per cui il tempo che ho a disposizione è poco. Direi che Mljet meriterebbe un po’ più di tempo e di calma, magari fermandosi una notte (anche se penso che le possibilità di alloggio non siano molto numerose). A cena a Dubrovnik opto per una pizza, e per la prima volta non è un gran che.

Mljet (Meleda) - Veliko jezero (Lago Grande)

Mljet (Meleda) – Veliko jezero (Lago Grande)

Mljet (Meleda) - Malo jezero (Lago Piccolo)

Mljet (Meleda) – Malo jezero (Lago Piccolo)

Mljet (Meleda) - Veliko jezero (Lago Grande)

Mljet (Meleda) – Veliko jezero (Lago Grande)

15 luglio 2010: Lokrum (Lacroma)

Ultima giornata intera in Croazia, che decido di dedicare al mare. La meta è Lokrum (Lacroma in italiano), piccola isola che si trova di fronte a Dubrovnik (ci si arriva in un quarto d’ora con un servizio di barche molto frequente). L’isola è una riserva naturale (ospita tra l’altro una colonia di pavoni) e non ci si può pernottare; anche qui c’era un monastero, e quel che ne è rimasto ospita ora un ristorante. Lokrum è una buona e facile opportunità per sfuggire alla folla di Dubrovnik, facendo il bagno dagli scogli o riposandosi nel bosco. C’è anche un laghetto (detto “mar morto”) in cui si può fare il bagno, o tuffarsi dalla parete rocciosa adiacente.

Lokrum (Lacroma)

Lokrum (Lacroma)

Lokrum (Lacroma)

Lokrum (Lacroma)

Lokrum (Lacroma)

Lokrum (Lacroma)

16 luglio 2010: Dubrovnik e ritorno a casa

Vacanza purtroppo finita; oggi si torna a casa. Ho il volo da Dubrovnik per Vienna alle 15.25, per cui decido di dedicare la mattinata a un ultimo giro della città vecchia. Speravo di trovare aria un pochino più fresca, e invece già in tarda mattinata ci sono 38 gradi. Faccio ancora qualche foto ma, caldo a parte, ci sono orde di turisti. In particolare, qui a Dubrovnik oltre ai viaggi organizzati in pullman arrivano anche le crociere, le quali scaricano in città un numero di persone impressionante. Quando ti imbatti in questi gruppi è come quando incontri un gregge di pecore per strada: c’è poco da fare, solo mettersi a lato e aspettare che passi.

Dopo pranzo raggiungo l’aeroporto (mezzora scarsa di pullman), moderno e direi più grande di quello di Zagabria. Il volo per Vienna è in ritardo; riesco per un pelo a prendere la coincidenza per Innsbruck ma il mio zaino non ce la fa e prende il volo successivo, per cui me lo riconsegnano in tarda serata.

La Croazia mi è piaciuta molto, sia per quanto riguarda le città (in particolare Spalato e Dubrovnik), che la natura (i laghi di Plitvice sono stupendi) e la costa. Innsbruck è tutt’altro che un brutto posto dove vivere, e non è affatto male svegliarsi la mattina e vedere, dalla finestra, le montagne. Ma forse, è meglio il Mare.

(Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui)

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7 commenti su “Diario: Croazia 2010

  • Anonimo

    Piuttosto avaro come notizie utili.
    Quando si legge in diario di viaggio, lo si fa per avere delle notizie utili e purtroppo queste mi pare che scarseggino nel tuo diario.
    Comunque merita di essere letto e vedere le varie foto che comunque aiutano in qualche modo chi vuol fare la spessa esperienza di viaggio.

    • Davide L'autore dell'articolo

      Se per notizie utili intendi cose come gli orari degli autobus o indirizzi di alberghi e ristoranti, qui effettivamente non ne trovi, ed è una mia esplicita scelta. Sarebbe informazione molto parziale, e puoi trovarne di molto più esauriente su una guida turistica o su siti specializzati. Quello che cerco di descrivere nei miei diari sono le mie impressioni nel visitare quei luoghi, che cosa mi è piaciuto, mi ha colpito, ho trovato strano o interessante. Può darsi che questo sia utile anche ad altre persone, come può darsi di no. Ma ad ogni modo, questo è un blog personale, non una guida, e questi sono diari/racconti (scanzonati) di viaggio, non descrizioni da agenzia turistica.

    • winterlude

      Io invece l’ho trovato utile. L’utilità delle informazioni non è un valore universale, ma soggettivo e transitorio: dipende dal momento e dal contesto. Perfino le guide turistiche non possono essere etichettate una volta per tutte come “utili”, poiché pure gli orari dei mezzi di trasporto o i dettagli degli hotel cambiano nel tempo!
      Personalmente, leggerò molto volentieri le prossime recensioni dei viaggi di Davide, con la certezza che non vi troverò noiose informazioni come prezzi, orari, nomi di ristoranti o altro. Le informazioni preziose che vi troverò saranno le emozioni che trasmette sia attraverso le parole che attraverso le fotografie.

  • Cristian

    Come una Webcam.. anzi meglio.
    Croazia, luogo incantato e ottimo in rapporto qualità/prezzo.
    Te lo dice uno che ha passato 8 anni di vacanza in Istria. Ogni anno un po’ più giù.
    Sono capitato sul tuo sito cercando immagini del palazzo di Diocleziano.
    Mi sono visto tutte le 122 foto del tuo viaggio in Croazia, meraviglia quando ho visto gli originali a tuttoschermo.
    Bel lavoro, non aggiungo altro.

  • Federica

    Prima di partire per un viaggio cerco sempre su internet il sito di qualcuno che ha tenuto un diario di viaggio. Mi e’ capitato spesso di seguire passo per passo quanto fatto da altri. Mi sento fortunata ad avere trovato il tuo perché lo trovo interessante e fatto molto bene. Penso che seguirò i tuoi consigli e le tue tappe. Un grosso grazie! Federica

  • minidecor

    Son partita per 2 sett in croazia,ho un westfalia e di solito non organizzo il viaggio,vado all’avventura,seguo solo l’obbiettivo che solitamente è una città…Quest’anno però con me c’era la mia piccola bimba di un anno e ho preferito organizzare tutto,per farlo ho utilizzato anche il tuo blog…..Devo dire che i commenti e le indicazioni son xfette,tranne per zara che ho trovato favolosa come tutte le altre città,purtroppo viaggiare sotto il sole ha implicato non andare a dubrovnik,ma tornerò di sicuro,anche il tuo commento sulla lingua croata…..he he he a me ricorda molto il portoghese….mille grazie di cuore anche da parte della mia piccola che ha passato giorni meravigliosi.

  • maria

    sono qui a chiedervi consiglio su questo itinerario.

    premetto che non useremo (io e il mio fidanzato) l’auto.

    Partenza Milano Malpensa 11.30 – Arrivo Dubro 13.00

    19-24 agosto Dubro

    19- DUBRO

    20- Parco nazionale di Mljet Traghetto GEV -Gita al parco nazionale

    21- Le Isole Elafiti presso le agenzie del porto del Gruz( dove arrivano i traghetti) a 40€ a persona , pranzo compreso

    22- cittadina di Kotor ( 80 km in bus da Dubrovnik – Bus Libertas Dubrovnik )

    23 Konavle 20 km a sud in un parco etnico dove ci sono mulini ad acqua oppure L’isola di Lokrum.

    24-26 AGOSTO KORKULA

    A Korcula da Dubrovnik utilizzando il catamarano veloce Nona Ana della G&V Line oppure jadrolinea

    24 – KORCULA – LUMBARDA bus

    25 – Isolotto di Proizd C’è il taxi boat da Vela Luka e sull’isolotto si trovano 4 piccole calettine in cui il mare è color vetro O LASTOVO

    26 – 28 HVAR da korcula

    26 – HVAR – spiagge sabbiose di Gelsa, come Mina, Bobic e Grebisce

    27- isola di Brac.. ti sbarcano nel paese di Bol e da lì puoi andare nella famosa e caratteristica spiaggia di Zlatn

    28-1 SPALATO da hvar

    28 spalato

    29 LAGHI PLITVICE

    30 ISOLA VIS

    1 SETTEMBRE RITORNO SPALATO 8.40 ARRIVO 10.00 MILANO MALPENSA

    che ne pensate? è un’ammazzata?