Diario: Scozia 2014


5 luglio 2014: arrivo a Glasgow

Partenza da Innsbruck alle 10:45 con destinazione Francoforte, dove mi aspettano quattro ore abbondanti di attesa e poi il volo per Edimburgo (avrei potuto prendere il volo successivo da Innsbruck ma la coincidenza sarebbe stata un po’ tirata per cui ho preferito non rischiare). All’aeroporto di Francoforte comunque adesso c’è il Wi-Fi gratis (finalmente!), che aiuta a ingannare l’attesa. Alle 16:30 si parte, volo piacevole (la hostess parla anche italiano, e ci sono pure i giornali italiani), e dopo circa un’ora e mezza atterro a Edimburgo. La mia destinazione però è Glasgow, comodamente raggiungibile in meno di un’ora con un autobus direttamente dall’aeroporto di Edimburgo (c’è una corsa ogni mezzora). C’è il sole, e noto subito il cielo del nord Europa con le sue nuvole, così diverso dal nostro, sembra più “alto”. Arrivo finalmente a Glasgow verso le 19, c’è il sole, la temperatura è gradevole, tanta gente in giro. Impatto positivo. Vedrò domani.

Glasgow - George Square

Glasgow – George Square

6 luglio 2014: Glasgow

Oggi giornata dedicata a Glasgow, la città più grande della Scozia. È domenica e la città si sveglia lentamente, così nonostante il bel tempo decido di iniziare la giornata con un museo. Ce ne sono di diversi degni di nota e che sembrano interessanti, ma voglio provare qualcosa di diverso per cui scelgo il nuovo (e premiato) Riverside Museum. Essendo lontano dal centro bisogna andarci in autobus, comunque molto comodo (circa 20 minuti da George Square). Il Riverside Museum è bello anche architettonicamente (è stato progettato da Zaha Hadid, la stessa che ha progettato il trampolino del Bergisel e le stazioni della Hungerburgbahn a Innsbruck) ed è un museo dei trasporti: all’interno ci sono vecchi tram, locomotive a vapore, auto d’epoca, biciclette eccetera. L’allestimento è “giocoso” e infatti ci sono molti bambini, ma la visita è gradevole anche per gli adulti (tra l’altro, come accade spesso nel Regno Unito, l’ingresso è gratuito). Subito all’esterno del museo, è poi ormeggiato un veliero mercantile ristrutturato, anche questo interessante da visitare.

Glasgow - Riverside Museum

Glasgow – Riverside Museum

Tornato in centro, dopo un pranzo veloce mi incammino verso la cattedrale, che si trova in posizione decentrata (un quarto d’ora di cammino dal centro). La cattedrale di Glasgow è una bella chiesa gotica del XIV secolo, dedicata a San Mungo (patrono della città) e sorta sul suo presunto luogo di sepoltura. Sulla collina adiacente si trova il cimitero monumentale (la cosiddetta Necropolis), da visitare soprattutto per la vista sulla cattedrale e sulla città. Torno in centro, il tempo è perfetto (rimpiango di non aver portato i pantaloni corti…), ho voglia di stare all’aperto per cui semplicemente passeggio nella zona pedonale e dintorni. Glasgow sembra una città vivace, animata, percorsa da una bella energia. È piuttosto evidente anche la sua storia di città un tempo ricca e prospera e poi pesantemente decaduta, che ora si sta risollevando. L’isola pedonale e le piazze sono molto piacevoli, piene di gente (ma, così a occhio, non molti turisti), negozi e artisti di strada, ma certi vicoli fanno impressione e anche nella zona centrale si vedono molte aree dismesse. Nel complesso comunque è da vedere, e probabilmente bisognerebbe dedicarle più tempo in modo da poterne visitare i numerosi musei. Cena in un locale di ispirazione italiana, ma ce ne sono veramente ad ogni angolo (impressionante, una cosa mai vista).

Glasgow - Gallery of Modern Art

Glasgow – Gallery of Modern Art

Glasgow - Cattedrale

Glasgow – Cattedrale

7 luglio 2014: Oban

Oggi viaggio in treno fino a Oban, lungo la Western Highland Railway (poco più di tre ore da Glasgow). Il treno non è un granché (vecchiotto), ma la linea è abbastanza scenografica, anche se sfortunatamente il lato migliore non è quello dove si trova il mio posto (sarebbe meglio stare a sinistra). Oban si trova in fondo a una bella baia a ferro di cavallo chiusa dall’isola di Kerrera, è probabilmente un ex porto peschereccio ora pieno di turisti, a giudicare anche dal traffico (il pesce forse continuano a pescarlo ma soprattutto adesso lo friggono, come si deduce dall’onnipresente odore proveniente dagli innumerevoli fish&chips). Oban ha comunque conservato una certa atmosfera, e ha un’aria decisamente piacevole. È il punto terminale di questo ramo della ferrovia (l’altro ramo, che percorrerò dopodomani, arriva a Fort William e da là a Mallaig), ed è anche un punto d’imbarco per le isole, con diverse linee di traghetti. Arrivando nel primo pomeriggio faccio un giro in paese e poi una passeggiata lungo il mare verso nord, fino al castello di Dunollie e poi a una piccola spiaggia più in là, dove mi fermo a leggere e a rilassarmi un po’, e a godere del sole. Tornato in paese salgo alla McCaig’s Tower, che più che una torre sembra una specie di arena, ma da cui si gode comunque di una discreta vista sulla baia. Cena in un bel bar-ristorante, e noto che per fortuna qui non parlano con lo stesso incomprensibile accento (o dialetto) di Glasgow. Ah, ci sono anche i segnali stradali bilingui (inglese e gaelico), ma penso sia una cosa più che altro formale.

Oban

Oban

Oban - Dunollie Castle

Oban – Dunollie Castle

8 luglio 2014: Mull, Staffa e Iona

Oggi gita in giornata da Oban alle isole. Il terminal dei traghetti di Oban è moderno, con i gate e i jetbridge per salire a bordo come in aeroporto. Prendo il traghetto per Craignure, sull’isola di Mull, che arriva a destinazione in tre quarti d’ora (è un traghetto piuttosto grande, con trasporto auto e un paio di ponti passeggeri). Da Craignure prendo poi un pullman che in circa un’ora porta a Fionnphort, all’estremità sudoccidentale dell’isola. La strada è a corsia unica, con qua e là delle piazzole per fermarsi in caso arrivi qualcuno in senso opposto. Passiamo per zone largamente disabitate, con dei panorami verdissimi. Arriviamo infine al molo da dove parte il traghetto per Iona, ma io sono ora diretto invece a Staffa, che si raggiunge in barca in tre quarti d’ora (l’isola di Staffa, al contrario di quella di Iona, è disabitata, per cui non c’è un traghetto di linea ma solo barche per escursioni turistiche). Il tempo fortunatamente è bellissimo, e il mare perfettamente calmo. La particolarità di Staffa sta nella sua singolare formazione geologica fatta di colonne esagonali, in cui ci sono anche due grandi caverne (una delle quali facilmente accessibile). Il “tetto” dell’isola sopra la parte rocciosa è invece ricoperto d’erba, e offre una magnifica vista a 360 gradi.

Staffa

Staffa

Staffa

Staffa

Staffa

Staffa

Dopo un’oretta a Staffa, la barca ci porta a Iona, l’isola sacra della Scozia dove il monaco irlandese San Columba (da non confondere con il San Colombano che si stabilì a Bobbio) fondò la sua abbazia, e dove secondo la tradizione sono seppelliti molti leggendari re scozzesi. Iona in una giornata di sole è un posto magnifico. Le nostre montagne hanno un aspetto indubbiamente maestoso ma anche in qualche modo “drammatico”, mentre questa piccola isola ondulata verde smeraldo trasmette un senso di pace e tranquillità molto profondi. Visito l’abbazia (in buona parte ricostruita, dato che era andata in rovina dopo la Riforma) e poi passeggio per l’isola: ci sono anche alcune belle spiagge (e addirittura qualcuno che fa il bagno), oltre a un po’ di case sparse, fattorie, qualche piccolo albergo, negozietti e una scuola elementare. Vorrei poterci trascorrere più tempo ma dopo un paio d’ore è già ora di prendere il traghetto per Fionnphort (5 minuti – Iona è vicinissima a Mull) e da lì il pullman e poi il traghetto per il tragitto inverso fino a Oban. Una giornata bellissima, anche per via del tempo splendido che non so quanto sia frequente da queste parti. Cena sul tardi al Cuan Mor di Oban, decisamente consigliato.

Iona

Iona

Iona

Iona

Iona

Iona

Mull - Duart Castle

Mull – Duart Castle

9 luglio 2014: in viaggio verso Skye e arrivo a Portree

Oggi affronto il viaggio, abbastanza lungo, da Oban a Portree, sull’isola di Skye. Si potrebbe fare più velocemente in pullman (lungo un percorso diverso e con un solo cambio a Fort William), ma la combinazione treno più traghetto è più romantica e scenografica. La ferrovia delle Highlands è inoltre famosa per essere una delle più spettacolari d’Europa, in particolare nel tratto da Fort William a Mallaig (noto anche come la ferrovia di Harry Potter, perché qui sono state girate le scene con l’Hogwarts Express – in particolare quella del viadotto). Prendo quindi il primo treno da Oban per Crianlarich, dove cambio per Mallaig. Da qui a Fort William si possono comunque ammirare bei panorami, e si attraversano zone molto scarsamente abitate, con stazioni in the middle of nowhere perse nella brughiera.

Mallaig, punto terminale della linea ferroviaria, è un piccolo porto non particolarmente interessante, visitato soprattutto da turisti ferroviari in arrivo da Fort William (e che vi fanno ritorno dopo una sosta di un’oretta o due) e da chi come me vi transita per prendere un traghetto. Penso che il collegamento da Mallaig per Skye abbia perso parecchia importanza da quando l’isola è collegata alla mainland tramite un ponte, che comunque è piuttosto scomodo da raggiungere partendo da qui. La navigazione verso Skye richiede solo mezzora, su un traghetto molto più piccolo di quello che collega Oban a Mull. Il traghetto arriva ad Armadale, dove non c’è quasi nulla a parte il molo; prendo quindi un autobus per Broadford e da qui uno per Portree. Lungo il tragitto, anche qui, panorami veramente notevoli (c’è molto più traffico che su Mull; d’altronde Skye è una delle maggiori mete turistiche della Scozia).

Portree, dove sono diretto, è il capoluogo dell’isola, con un piccolo centro e un porticciolo pittoresco, e molte casette sparse intorno. Faccio una piacevole passeggiata lungo la costa verso nord, che offre belle viste sulla baia ma anche il primo incontro con sciami di midges, i famigerati moscerini delle Highlands. Inoltre vedo in giro delle lepri che saltellano praticamente in paese; questa non l’avevo mai vista. Cena con una pizza enorme e piuttosto buona, e un’altra giornata di sole (che tramonta verso le 22:30) è passata.

Portree

Portree

Portree

Portree

Isola di Skye

Isola di Skye

10 luglio 2014: in bici a Skye

Decido che il modo migliore per sfruttare un’altra giornata di tempo splendido è noleggiare una bicicletta con cui esplorare tranquillamente la costa (mi sono anche comprato un paio di pantaloni corti perché non ce la facevo più con quelli lunghi). Imbocco quindi la poco trafficata strada verso Staffin, lungo il lato orientale della penisola di Trotternish. Un ciclista allenato potrebbe percorrere l’intero anello della penisola, arrivando fino a Uig (da dove partono i traghetti per le Ebridi Esterne) e tornando poi a Portree lungo il lato occidentale. Sarebbero un’ottantina di chilometri, ma considerando anche che sono un po’ tutti su e giù per me sono troppi, per cui mi accontento di percorrere il primo tratto fermandomi parecchie volte ad ammirare il panorama, che a tratti, con tutte queste isole e isolette e coste rocciose, mi ricorda la Dalmazia, ma che qui è di un verde accecante. Salgo anche (a piedi) fino all’Old Man of Storr, un famoso pinnacolo di roccia poco a nord di Portree. La salita richiede un’oretta scarsa e ne vale la pena, anche per la vista di cui si gode da lassù. Tra l’altro le montagne qui, per quanto basse, hanno davvero l’aspetto di montagne, con pareti rocciose e quant’altro. La bicicletta è un po’ piccola per la mia statura (ma è l’unica che c’era), ho sempre la vaga sensazione di essere sul lato sbagliato della strada e, ripartendo dopo essermi fermato, la fortissima tentazione di farlo dal lato destro, ma per fortuna passano pochissime auto per cui me la cavo.

Isola di Skye

Isola di Skye

Isola di Skye

Isola di Skye

Torno a Portree la sera stanco ma felice, e ceno nel minuscolo ristorante del Pier Hotel: l’ambiente non è un granché e la carta è breve, ma i piatti sono buoni, curati e non scontati. Tra l’altro, sfatiamo il mito che si debba mangiare alle 18: a Portree ci sono parecchi ristoranti di vario tipo, da nessuna parte è un problema cenare alle 20, e in molti si può arrivare anche alle 21 (perlomeno in questa stagione; immagino che a novembre possa essere un po’ diverso). Anche il piccolo supermercato locale è aperto fino a tardi: non so a che ora chiuda ma alle 22 passate è ancora aperto. E sempre in tema di miti da sfatare, secondo la proprietaria della guesthouse dove alloggio, giornate di sole come queste non sono poi così straordinarie; quello che so io è che non pensavo di abbronzarmi in Scozia (e tantomeno nelle Highlands) e invece avrei fatto bene a portarmi crema solare e doposole perché ho faccia, braccia e gambe color fuoco. La giornata si conclude in un pub con musica tradizionale dal vivo (un po’ come in Irlanda), in compagnia di un inglese che alloggia nella mia stessa guesthouse.

11 luglio 2014: castelli di Eilean Donan e Urquhart, e arrivo a Inverness

Oggi lascio (con un certo rammarico) l’isola di Skye, e mi dirigo verso Inverness. Anche questo viaggio si potrebbe fare in buona parte in treno (da Kyle of Lochalsh, passato lo Skye Bridge), ma voglio fermarmi a vedere l’Eilean Donan Castle per cui scelgo il pullman (strada e ferrovia seguono due percorsi diversi). Il castello di Eilean Donan si trova lungo la strada, qualche chilometro dopo Kyle of Lochalsh, nei pressi del villaggio di Dornie. Il castello medioevale andò, come molti altri, in rovina, ma fu ricostruito all’inizio del secolo scorso. Quella che vediamo oggi è quindi una reinterpretazione novecentesca più che un castello originale (l’interno è un po’ kitsch), ma l’Eilean Donan Castle rimane uno dei castelli più fotografati della Scozia per via della magnifica posizione su una piccola isola dove si incontrano tre loch. È quindi molto scenografico e suggestivo, per cui vale la pena fermarsi a dare un’occhiata.

Eilean Donan Castle

Eilean Donan Castle

Proseguendo verso Inverness il paesaggio si fa meno aspro, e le montagne lasciano il posto a colline boscose. La strada costeggia un lungo tratto del Loch Ness, e qui mi fermo per visitare Urquhart Castle (pensavo di andarci domani, ma dato che è previsto brutto tempo decido di anticipare a oggi). Il castello di Urquhart ha avuto un ruolo importante nella storia scozzese ed è stato più volte danneggiato e ricostruito nel corso dei secoli, finché nel XVII secolo fu fatto esplodere per evitare che cadesse in mano nemica. Oggi ne rimangono solo poche rovine, e onestamente penso che se non si affacciasse sul Loch Ness sarebbe uno dei tanti castelli in rovina che si trovano in Scozia, e non uno dei monumenti più visitati del paese. Ad ogni modo, si trova in una bella posizione proprio in riva al lago, per cui passando da queste parti vale la pena fermarsi. Un discorso analogo vale per lo stesso Loch Ness: è un bel lago, lungo e profondo e con acque blu-nerastre (il che contribuisce alla leggenda), ma se non fosse per la storia del mostro non avrebbe probabilmente un granché di particolare. Arrivo infine a Inverness, ma la visiterò domani.

Loch Ness - Urquhart Castle

Loch Ness – Urquhart Castle

12 luglio 2014: Inverness ed Elgin

Come da previsioni, oggi il cielo è plumbeo, ma dopo una settimana di sole non mi posso proprio lamentare. Dato che minaccia pioggia imminente mentre più a est dovrebbe essere un po’ meglio, decido di iniziare la giornata andando a visitare la cattedrale di Elgin. Elgin è una cittadina 50 chilometri a est di Inverness, ed era un tempo sede vescovile: la sua grandiosa cattedrale duecentesca era nota come la “Lanterna del Nord”. Purtroppo però la chiesa fu poi data alle fiamme, e successivamente abbandonata in conseguenza della Riforma, per cui ne rimangono solamente delle rovine. È suggestiva anche se un po’ inquietante (sarà forse anche il tempo), e direi che se si passa di qui merita una visita.

Elgin - Cattedrale

Elgin – Cattedrale

Elgin - Cattedrale

Elgin – Cattedrale

Torno poi a Inverness, il centro maggiore delle Highlands che a volte ne viene definito la capitale, ma credo sia più che altro una trovata promozionale un può fuorviante, dato che suggerisce un ruolo storico che la città non ha invece mai avuto. Inverness è una città e direi che manca decisamente di atmosfera; con il bel tempo offre probabilmente qualche gradevole scorcio in riva al fiume Ness, ma di per sé ha proprio poco da dire e da offrire, e credo sia molto visitata solo perché è il centro più grande della regione (e quindi una buona base) e per la vicinanza con il Loch Ness. La ricerca di un posto per la cena si rivela una via crucis di più di un’ora con una dozzina buona di ristoranti che mi rimbalza perché è tutto pieno; alla fine trovo posto in una pizzeria che non è un granché.

13 luglio 2014: arrivo a Edimburgo

Oggi lascio le Highlands e torno a sud: sono infatti diretto a Edimburgo, capitale della Scozia e ultima tappa del viaggio. Da Inverness a Edimburgo sono poco più di tre ore di treno; il paesaggio all’inizio è piatto ma poi si fa a tratti più interessante, e bello sulla costa prima di arrivare a Edimburgo.

A Edimburgo splende il sole e fa caldo; c’è un sacco di gente in giro e un sacco di gente a prendere il sole nei Princes Gardens. Decido di lasciare la visita alla Old Town a domani e di dedicare il pomeriggio di oggi alla New Town. La trafficatissima (anche di pedoni) Princes Street è la via principale, nonché la maggiore arteria commerciale della città. La cosa più bella di Princes Street è in un certo senso quello che non c’è, ovvero il fatto che non ci siano edifici sul lato sud: questo fa sì che la strada sia inondata dal sole, e permette di godere di un bel panorama sui giardini, la città vecchia, e il castello. La più piccola e pedonale Rose Street, che corre parallela ed è fiancheggiata da negozi, offre una piacevole ma decisamente meno panoramica alternativa per una passeggiata sulla via di ritorno.

Poco oltre l’estremità orientale di Princes Street, vale davvero la pensa di salire a Calton Hill, una collinetta su cui si trovano alcuni monumenti neoclassici ma che offre soprattutto un bellissimo panorama a 360 gradi sulla città. Cena al Doric di Market Street, un pub con annesso ristorante al primo piano, molto buona e a prezzo più che ragionevole, e con la cameriera slovacca che mi racconta di quanto da piccola le piacesse Fantaghirò.

Edimburgo

Edimburgo

Edimburgo

Edimburgo

14 luglio 2014: Edimburgo

Oggi dedico la giornata alla Old Town, la medioevale città vecchia di Edimburgo, iniziando dal castello. Il castello di Edimburgo, nucleo originale della città, di trova sulla sommità di uno sperone roccioso, e nel corso dei secoli ha avuto diversi usi, da fortezza, a residenza reale, a caserma. L’interno è francamente un po’ deludente, ma è strapieno di turisti. Qui sono conservate anche le insegne reali di Scozia (corona, scettro e spada), non più in uso dopo l’unione con l’Inghilterra avvenuta nel 1707 (e in futuro chissà, se nel referendum del prossimo settembre la Scozia dovesse scegliere l’indipendenza), e la Pietra del Destino, un masso usato durante l’incoronazione dei re di Scozia e poi d’Inghilterra e del Regno Unito (trafugato nel XIII secolo dagli inglesi, è stato restituito alla Scozia soltanto una ventina di anni fa).

Purtroppo il tempo volge al brutto, così per ripararmi dalla pioggia vado a dare un’occhiata al National Museum of Scotland, che ospita una collezione piuttosto eclettica (c’è un po’ di tutto, compresa la pecora Dolly) ma organizzata ed esposta in modo moderno e accattivante. L’effetto è a volte forse un po’ da “sapevatelo!” (su Rieducational Channel!), ma nel complesso piacevole e nettamente più gradevole e istruttivo di certi musei troppo paludati. Da vedere, quindi, anche considerando che l’ingresso è gratuito.

Passata (per ora) la pioggia, percorro il Royal Mile, la via principale della Old Town che congiunge il castello con il palazzo di Holyroodhouse. Questo è il cuore turistico di Edimburgo, e la via è dunque fiancheggiata dagli inevitabili innumerevoli negozi di paccottiglia. Vi si affacciano comunque altri edifici degni di nota, come la Cattedrale di St. Giles, le City Chambers (municipio) e il vecchio Parlamento (quello in uso fino all’unione con l’Inghilterra), nonché tantissimi minuscoli vicoli che scendono lateralmente (vale la pena percorrerne un paio per farsi un’idea di come fosse originariamente questa città sovraffollata, prima della costruzione della New Town). La parte bassa del Royal Mile è quella meno turistica, nonostante la via termini di fronte al palazzo di Holyroodhouse, residenza reale nonché uno dei principali siti di interesse della città. Sul lato opposto della strada si trova il moderno edificio dell’attuale Parlamento Scozzese. Purtroppo ha ripreso a piovere.

Edimburgo - St Giles' Cathedral

Edimburgo – St Giles’ Cathedral

Edimburgo

Edimburgo

15 luglio 2014: Edimburgo e Stirling

Stirling è una cittadina a meno di un’ora di treno da Edimburgo (o da Glasgow), e ospita quello che è forse il castello più importante del paese. Il castello di Stirling, che è stato sede di incoronazioni e della corte, merita di essere visitato, e io l’ho trovato decisamente più interessante di quello di Edimburgo (oltre che meno affollato). A breve distanza dal castello, vale sicuramente la pena di visitare anche la Church of the Holy Rude, dove fu incoronato Giacomo VI di Scozia (poi diventato anche Giacomo I d’Inghilterra).

Stirling Castle

Stirling Castle

Tornato a Edimburgo, decido di dedicare quel che resta del pomeriggio a Holyrood Park. Holyrood Park non è un parco cittadino come lo si intende comunemente, ma un’enorme area naturale che si trova praticamente adiacente al centro di Edimburgo (vi si accede dall’estremità orientale del Royal Mile). Il parco contiene ciò che resta di un antico vulcano, ed è una vera e propria area di montagna: un pezzetto di Highlands nel centro della capitale. Il punto più alto è l’Arthur’s Seat, su cui vale davvero la pena di salire. Nel parco ci sono molti sentieri più o meno battuti, per cui faccio un percorso ad anello che tocca, oltre all’Arthur’s Seat, anche i Salisbury Craigs. Nonostante il cielo grigio (ma fortunatamente non piove) il panorama è davvero bello.

Edimburgo - Holyrood Park

Edimburgo – Holyrood Park

Edimburgo - Holyrood Park

Edimburgo – Holyrood Park

Edimburgo - Holyrood Park

Edimburgo – Holyrood Park

16 luglio 2014: Edimburgo e ritorno a casa

Ho un paio d’ore in mattinata prima di dover andare all’aeroporto, e dato che il cielo minaccia pioggia decido di dedicarle alla visita del palazzo di Holyroodhouse, residenza ufficiale della regina in Scozia. Il sito ha origini antiche, risalenti alla fondazione di un’abbazia nel XII secolo (le cui rovine sono adiacenti al palazzo), ma il palazzo attuale risale ai secoli XVI e XVII. Vale la pena di visitare gli appartamenti reali all’interno, famosi anche per aver ospitato la regina Maria di Scozia (Mary Stuart).

Quando sono le 11:30 è ormai ora di dirigersi verso l’aeroporto, che è piuttosto piccolo e congestionato. Volo per Francoforte e poi da lì, dopo qualche ora di attesa (e un’ora persa per via del fuso orario), a Innsbruck. Alle 22:30 sono a casa, ed è stata una bellissima esperienza.

Highlights di questo viaggio:

  • Giorni di sole: 8 su 12 (solo due i giorni in cui è piovuto);
  • Posti più belli: Skye, Iona e Staffa, Edimburgo;
  • Posto meno interessante: Inverness;
  • Castelli visitati: quattro, in ordine di preferenza Stirling, Eilean Donan, Edimburgo, Urquhart;
  • Posto più a nord: Elgin;
  • Treni presi: 8;
  • Traghetti presi: 4;
  • Tranci di salmone mangiati: 3;
  • Scottature: una, sul naso (la prossima volta devo portare la crema solare);
  • Punture di midges: neanche poi tante;

Totale: Scotland, I love you!

(Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui)

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.