Diario: Danimarca 2015


26 giugno 2015: arrivo a Aalborg

Era da alcuni anni che volevo tornare a Copenaghen (ci ero stato, d’autunno, parecchi anni fa) e quest’anno finalmente l’ho messo in programma, decidendo però di prenderla un po’ larga e cogliere l’occasione per visitare anche altre parti della Danimarca. Inizio da nord, e la mia prima meta è Aalborg, quarta maggiore città del paese (toccherò anche le prime tre nel resto del viaggio). Parto dall’aeroporto di Innsbruck e, via Francoforte, arrivo nel tardo pomeriggio nel piccolo aeroporto di Aalborg. Non fa freddo, ma il cielo è coperto. Nel parcheggio davanti al terminal ci sono dei cartelli che dicono “kiss and goodbye – no kisses above 3 minutes” (sì, in inglese). Prendo l’autobus per la città; lascio il bagaglio in albergo e poi faccio due passi in centro prima di cena. È venerdì sera ma c’è veramente poca gente in giro; dà l’idea di essere una città molto ma molto tranquilla… Parecchi ragazzi indossano uno strano cappello bianco che sembra un cappello da marinaio; scopro poi che si tratta di una sorta di distintivo degli studenti. Turisticamente credo che Aalborg sia abbastanza irrilevante, ma non importa dato che sono solo di passaggio: domani mattina si parte per Skagen, la punta del paese, dove finisce la Danimarca.

Aalborg - Aeroporto

Aalborg – Aeroporto

Aalborg

Aalborg

27 giugno 2015: Skagen

Dalla piccola stazione di Aalborg prendo il treno per Frederikshavn, da dove in poco più di mezz’ora un treno locale mi porta a Skagen (si pronuncia qualcosa tipo “Skéin”, con la “i” appena accennata), la località più a nord della Danimarca. Purtroppo il cielo è coperto e minaccia pioggia, così comincio con un giro del paese. In centro ci sono un paio di vie fiancheggiate da negozi, isola pedonale, e c’è un discreto viavai di persone. L’altro polo di attrazione è il porto, dove ci sono parecchi ristoranti / baracche che servono pesce (Skagen è un importante porto peschereccio). La cosa particolare di Skagen è che tutte le case sono dello stesso colore, un ocra pallido: c’è ne sono anche alcune (poche) di mattoni rossi, un paio bianche (eretici!), ma per il resto è tutto rigorosamente monocromatico (sarà un regolamento comunale?). Un’altra cosa che noto è che molte case hanno in giardino un pennone con la bandiera danese, e anche questo mi sembra singolare. Ci sarebbe da vedere il museo locale (piuttosto noto) ma non mi va, per cui mi dirigo verso quella che è probabilmente l’attrattiva più famosa della zona: Grenen, ovvero la punta della Danimarca. Grenen si trova circa 3 km a nord di Skagen, ed è una lunga lingua di sabbia al cui culmine si incontrano il Mar del Nord e il Mar Baltico (o meglio il Kattegat e lo Skagerrak, dato che in realtà il Baltico inizia al di là dell’isola di Selandia). Dal parcheggio si può proseguire a piedi camminando sulla spiaggia, oppure prendere il Sandormen, una sorta di autobus trainato da un trattore. L’incontro tra i due mari è effettivamente particolare, e merita di essere visto. Cena (buona) al Pakhuset, il più grande, e probabilmente il più noto, tra i ristoranti del porto.

Skagen

Skagen

Skagen

Skagen

Skagen - Grenen

Skagen – Grenen

28 giugno 2015: Skagen

Purtroppo il cielo è ancora coperto; me ne faccio una ragione e noleggio una bicicletta, che è la cosa da fare a Skagen. Mi dirigo verso sud e dopo pochi chilometri arrivo alla Chiesa Sepolta. Qui in passato sorgeva una grande chiesa che però col tempo è stata parzialmente sepolta dalla sabbia, fino a diventare pericolante e a dover essere abbattuta. È rimasta solo la torre, parzialmente sepolta, che si erge tra le dune di sabbia. Per rimanere in tema di sabbia, proseguo per una decina di chilometri fino al Råbjerg Mile, un’area di dune di sabbia grande circa un paio di chilometri quadrati e alte qualche decina di metri. In passato c’erano parecchie di queste dune nella zona, ed erano un problema non da poco per gli abitanti, per via delle tempeste di sabbia e perché, spinte dal vento, si spostavano di diversi metri ogni anno. Nel secolo scorso si è risolto il problema “stabilizzando” le dune piantandoci sopra erbe e cespugli, ma si è deciso di mantenere quest’area allo stato naturale per preservare la memoria storica. Lo spettacolo è decisamente surreale (sembra di stare in mezzo al deserto), ma è divertente correre su e giù per queste dune affondando nella sabbia anche fino a metà gamba (meglio farlo senza scarpe).

Skagen - Chiesa Sepolta (Den Tilsandede Kirke)

Skagen – Chiesa Sepolta (Den Tilsandede Kirke)

Råbjerg Mile

Råbjerg Mile

Torno indietro verso Skagen lungo lo stesso percorso, una ciclabile ben segnalata che si snoda in parte tra i boschi e in parte in mezzo al singolare paesaggio delle ex dune ora trasformate in una sorta di brughiera. Faccio una deviazione verso Gammel Skagen (Skagen Vecchia, detta anche Højen), che si affaccia sulla costa occidentale della penisola (mentre Skagen, con il suo porto, si trova sulla più tranquilla costa orientale). Gammel Skagen è un piccolo borgo con un notevole fascino; ci sono le stesse case gialle di Skagen, una lunghissima spiaggia, e una sorta di piccola piazza (o semplicemente la fine della strada), con panchine affacciate sul mare. I tramonti qui, e la luce particolare che li accompagna, sono famosissimi; purtroppo il tempo non mi permette di apprezzarli dato che continua ad essere coperto. In più, come credo sia abbastanza comune da questo lato della penisola, soffia un discreto vento, per cui fa abbastanza freddo.

Gammel Skagen

Gammel Skagen

Tornato a Skagen, decido di fare un’altra escursione a Grenen (speravo di poterla fare con il sole, ma meglio che niente). Nell’acqua e sulla spiaggia ci sono decine e decine di meduse, alcune molto piccole (circa 5 cm) e di colore blu, e altre più grandi (circa 15 cm) di un leggerissimo color rosa. Faccio un po’ di foto, e mi faccio fare quella classicissima con i piedi nei due mari (tra l’altro, l’acqua non sembra nemmeno fredda).

Cena con un hamburger enorme in un grande locale praticamente vuoto. Un avventore chiede alla cameriera se sia sempre così, e lei gli risponde che probabilmente a partire dal fine settimana successivo sarà tutto pieno (forse anche per via dello Skagen Festival?). In effetti nel mio piano originale sarei dovuto partire da Copenaghen e terminare il viaggio a Skagen, ma poi ho dovuto invertire perché già a gennaio non si trovava uno straccio di stanza libera a Skagen per i primi di luglio. Va beh, purtroppo il tempo non è stato un gran che per cui non ho potuto vedere la famosa luce di Skagen, ma credo comunque che questo sia un posto da vedere.

Skagen - Grenen

Skagen – Grenen

29 giugno 2015: Aarhus

Anche oggi il cielo su Skagen è coperto, e per di più cade una leggera pioggerella. Riprendo il trenino locale per Frederikshavn, e da lì l’intercity per Copenaghen, che tocca le maggiori città del paese (tra cui Aarhus, dove sono diretto). Sul treno c’è la connessione WiFi gratuita (anche sul treno locale), ma scritte e annunci sono solo in danese (fortunatamente le biglietterie automatiche hanno anche l’inglese).

Dopo circa tre ore e mezza di viaggio arrivo ad Aarhus, seconda città della Danimarca, dove finalmente c’è un bel sole. In centro ci sono molti negozi e parecchia gente in giro, soprattutto sulla via pedonale che congiunge la stazione alla cattedrale, che è un po’ la solita via principale dello shopping che c’è in tutte le città di una certa dimensione (con i consueti negozi e grandi magazzini). Poco prima della cattedrale si incontra invece il “fiume” Å, che sembra più che altro il Naviglio (forse è pure più piccolo), fiancheggiato soprattutto da bar e locali. Più in là, oltre la cattedrale, si trova invece il Quartiere Latino, con negozi e bar un po’ più alternativi. Anche qui molti ragazzi con il cappello bianco degli universitari; evidentemente da queste parti è una cosa molto comune anche se a me pare un po’ ridicola. Aarhus è sul mare ma il lungomare è occupato dal porto, quindi non è zona di passeggio; vedo però che ci sono cantieri e lavori in corso, quindi può darsi che le cose stiano per cambiare e che l’area diventi fruibile.

Una delle maggiori attrattive di Aarhus è Den Gammle By (“la città vecchia”), un’area dove è stato ricostruito un villaggio danese del passato, trasportandoci case a graticcio e arredi originali. È carino da visitare, però non si sa mai se ci si trova in un museo o in un parco a tema, per la commistione tra una “base” autentica e una parte posticcia (ricostruzioni e figuranti in costume, con tanto di negozi “d’epoca” che vendono dolci). In sostanza, può essere bello e interessante da visitare con i bambini, ma altrimenti secondo me non vale il prezzo (salato) del biglietto. Tra l’altro, oltre alla parte settecentesca ce n’è ora una dedicata agli anni ’70, ed essendo nato in quell’epoca mi fa un po’ strano ritrovarla in una raffigurazione storica accanto a maniscalchi e carrozze a cavallo (ma, se ti rivolgi ai bambini di oggi, è comunque un’epoca relativamente lontana).

Dopo l’orgia di carne di ieri sera, per cena avrei voglia di pizza, e su TripAdvisor trovo un locale italiano con ottime recensioni: la Piccolina, proprio dietro alla cattedrale. Il proprietario (e pizzaiolo) Salvo è gentilissimo, la pizza è buona, il tiramisù ottimo, e i prezzi più che onesti per gli standard danesi. Se passate da Aarhus e volete mangiare una buona pizza, andateci.

Aarhus

Aarhus

Aarhus - Den Gamle By

Aarhus – Den Gamle By

30 giugno 2015: Aarhus e Silkeborg

Oggi splende il sole; io però ho in programma di iniziare la giornata visitando il museo di arte moderna ARoS (che ieri, lunedì, era chiuso). L’ARoS è un museo molto particolare e molto bello, con una filosofia espositiva abbastanza inconsueta che ad alcune gallerie tradizionali affianca varie installazioni che cercano di coinvolgere il visitatore. Il culmine è l’opera “your rainbow panorama” sul tetto del museo: una galleria circolare con i vetri dei colori dell’iride da cui si vede tutta la città. Merita veramente.

Aarhus - ARoS Aarhus Kunstmuseum

Aarhus – ARoS Aarhus Kunstmuseum

Aarhus - ARoS Aarhus Kunstmuseum

Aarhus – ARoS Aarhus Kunstmuseum

Nel pomeriggio faccio una puntata a Silkeborg, cittadina moderna a quaranta minuti di treno da Aarhus, circondata da laghi, boschi e collinette. È un posto piacevole per una passeggiata o un giro in bicicletta nella natura, ma nulla di che. Di giorno Aarhus sembra una città piuttosto animata, ma la sera, perlomeno nei giorni infrasettimanali, in giro c’è poca gente (e sì che in questo periodo c’è luce fino alle 23!). Noto anche che molti locali in riva al fiume sono chiusi, e aprono solo due o tre giorni nel fine settimana. Mah.

Silkeborg

Silkeborg

1 luglio 2015: Odense

Odense, sull’isola di Fionia (Fyn), è la terza città della Danimarca. Ci arrivo in un paio d’ore di treno da Aarhus, treno strapieno (anche perché cortissimo! ma è l’intercity per Copenaghen!) per cui per metà viaggio tocca stare in piedi. C’è da dire che i treni qui sono comodi, abbastanza belli, frequenti e puntuali, ma lenti. Questo intercity, che passa ogni ora ed è il servizio principale del paese, fa decine di fermate, e la maggior parte della linea non è nemmeno elettrificata.

Il cielo è completamente sgombro, e fa piuttosto caldo: sembra di essere passati in un’altra stagione. Odense ha un’aria più provinciale rispetto ad Aarhus, ma è una città piacevole dove passare mezza giornata, con un centro con case a graticcio, un bel parco, e tantissimi locali (molti si trovano in passaggi e cortili che si rischia di non vedere dalla via). È anche la città natale di Hans Christian Andersen (che però visse perlopiù a Copenaghen) e c’è un museo a lui dedicato che però non mi sembra molto interessante, per cui lo salto. Cena in un bel posto dove fanno hamburger (pare sia una cosa molto comune da queste parti). Anche a Odense comunque alle 9 e mezza, nonostante il sole non sia ancora tramontato, non è che ci sia poi molta gente in giro, e alcuni locali e ristoranti cominciano a chiudere.

Odense

Odense

Odense

Odense

2 luglio 2015: Copenaghen

Oggi arrivo nella capitale danese, Copenaghen (København). Il viaggio in treno dura circa un’ora e mezza, incluso il lunghissimo ponte che collega Fionia e Selandia (Sjælland) scavalcando lo stretto del Grande Belt. Comincio la visita della città dalla piazza del municipio (Rådhuspladsen), che per metà è occupata dal cantiere della nuova linea della metropolitana (altri cantieri analoghi si trovano in altre piazze, e ci resteranno ancora per quattro anni). Qui comincia anche Strøget, la via principale del centro che collega Rådhuspladsen a Kongens Nytorv (anch’essa sventrata da un cantiere). Io però devio per visitare la cattedrale (evitabile), la Rundetårn (torre rotonda; non molto alta, salita agevole, bel panorama), il palazzo di Rosenborg (non sono entrato; bello comunque visto da fuori con il parco e il fossato) e toccando poi Nyhavn (il canale con le case colorate che costituisce una delle icone e dei luoghi poi popolari della città), Slotsholmen, la Børse e il Diamante Nero. C’è il sole, fa caldo, e Copenaghen è una città molto bella dove passeggiare.

Copenaghen - Municipio (Rådhus)

Copenaghen – Municipio (Rådhus)

Copenaghen - Rosenborg Slot

Copenaghen – Rosenborg Slot

Copenaghen - Nyhavn

Copenaghen – Nyhavn

Copenaghen - Christiansborg Slot

Copenaghen – Christiansborg Slot

Copenaghen - Diamante Nero (Den Sorte Diamant)

Copenaghen – Diamante Nero (Den Sorte Diamant)

3 luglio 2015: Copenaghen

Oggi parto dalla zona nord del porto, cioè dall’immancabile Sirenetta (evitabile, ma lo sapevo benissimo), e dal Kastellet, una fortezza sui cui bastioni è piacevole passeggiare. Seguo poi il lungomare fino ad Amalienborg (càpito durante il cambio della guardia, ma non è il tipo di cosa che mi interessa) e alla Marmorkirken, poi prendo il bus acquatico (tipo il vaporetto di Venezia) per andare a Christianshavn, dal lato opposto del canale principale.

Copenaghen - Kastellet

Copenaghen – Kastellet

Copenaghen - Amalienborg

Copenaghen – Amalienborg

Christianshavn ricorda chiaramente Amsterdam, con i canali e le barche ormeggiate. Ma il parallelo con la capitale olandese è legato anche a Christiania, ex base militare abbandonata, occupata dagli hippy negli anni ’70 e proclamata allora “stato libero” (uscendo da Christiania si incontra la scritta “you are now entering the EU”). Oggi è più che altro un quartiere (molto) alternativo; in teoria tutte le droghe sono state bandite ma, a giudicare dai profumi, il consumo di marijuana è molto comune. Nel “Green Light District” poi (verde come l’erba) anche la vendita avviene piuttosto apertamente, per quanto i venditori indossino tutti un passamontagna, e i cartelli vietino di fare fotografie e di correre (perché, così si dice, semina il panico). Mah, sinceramente a questa ipocrisia preferisco mille volte i coffee shop di Amsterdam. Canne a parte, un’altra cosa da fare a Christianshavn è visitare la Chiesa del Nostro Redentore (Vor Frelsers Kirke) con la sua torre, sulla quale vale la pena di salire.

Copenaghen - Christianshavn

Copenaghen – Christianshavn

Copenaghen

Copenaghen

Una delle attrazioni più famose di Copenaghen è il Tivoli, un vecchio parco di divertimenti che si trova di fronte alla stazione centrale. All’interno ci sono varie giostre da luna park e ristoranti, e sarebbe anche carino con la sua atmosfera vintage, senonché visti i prezzi è più che altro carissimo (occhio che il biglietto d’ingresso non include le giostre!).

La giornata è stata caldissima e alle 8 di sera ci sono ancora 30 gradi; ceno all’aperto in una bella piazza a nord di Strøget. Al contrario delle altre città che ho visitato, Copenaghen è molto viva e piena di gente anche la sera, e tra l’altro qui ho visto pochissimi studenti col cappello bianco (non so se gli studenti non frequentino le aree più turistiche della città, o se a Copenaghen non siano molto affezionati a quel buffo cappello).

4 luglio 2015: Hillerød, Helsingør, Hornbæk

Oggi gita in giornata da Copenaghen nella Selandia settentrionale; prima tappa Hillerød, nell’interno, raggiungibile in 40 minuti di treno. A Hillerød c’è fondamentalmente una cosa sola da vedere, ma quell’unica cosa merita davvero: il palazzo di Frederiksborg, che è stato una delle principali residenze della corte danese. L’interno del palazzo merita di essere visitato anche se non è memorabile (a parte forse la cappella) e forse un po’ dispersivo. Ciò che colpisce è però la cornice veramente scenografica in cui il palazzo è inserito, tra laghi e giardini all’italiana (tra l’altro sia i giardini che il cortile si possono visitare gratuitamente).

Hillerød - Frederiksborg Slot

Hillerød – Frederiksborg Slot

Un altro treno in poco più di 20 minuti mi porta a Helsingør (anticamente, in italiano, Elsinore), sulla costa orientale, nel punto più vicino alla Svezia. E infatti i traghetti fanno continuamente la spola tra Helsingør e Helsingborg, sulla sponda opposta (la traversata durerà probabilmente un quarto d’ora), trasportando a quanto pare soprattutto svedesi alla ricerca di alcool a pezzi più bassi che in patria (e infatti nelle immediate vicinanze del porto vedo parecchi negozi che espongono superalcolici). A parte questo, l’attrattiva principale di Helsingør è il maestoso castello di Kronborg, nato come casello daziario, poi trasformato in sfarzosa residenza di corte, poi bruciato, saccheggiato e trasformato in caserma prima di diventare finalmente un museo. Il castello di Kronborg è però famoso forse soprattutto perché è qui che è ambientato l’Amleto di Shakespeare (anche se il drammaturgo inglese probabilmente non ci è mai stato). L’interno del castello è piuttosto spoglio, probabilmente anche per via delle vicissitudini storiche che ha attraversato.

Helsingør - Kronborg

Helsingør – Kronborg

Dato che fa caldo decido di andare a dare un’occhiata alle spiagge nei dintorni, e in particolare a quella di Hornbæk, che è piuttosto famosa. Hornbæk ha effettivamente tutta l’aria di una località balneare, e sembra anche carina, con il porticciolo e la lunga spiaggia di sabbia. Il Baltico è però fondamentalmente un pozzangherone, che a noi abituati al Mediterraneo fa un effetto un po’ così (purtroppo nel frattempo il cielo si è velato, il che non aiuta ad apprezzare il luogo).

La sera a Copenaghen assisto per caso a dei fuochi d’artificio nella zona dell’Operaen. Dei ragazzi inglesi si buttano nel canale davanti al Papirøen e lo attraversano a nuoto (è piuttosto largo), salgono sull’altra riva (dove mi trovo io), poi si rituffano e tornano dall’altra parte.

Copenaghen

Copenaghen

5 luglio 2015: Roskilde

Altra gita in giornata, alla volta di Roskilde, antica capitale della Danimarca che si trova a mezz’ora di treno da Copenaghen. Visitando Roskilde si capisce perché la cattedrale di Copenaghen è piuttosto insignificante: la chiesa più importante del paese infatti, quella dove sono sepolti i suoi re e regine, si trova qui e non nella capitale (Copenaghen non era nemmeno sede vescovile fino a non molti decenni fa). La cattedrale di Roskilde è ricca e imponente, con molte cappelle laterali di diversi stili, e vale la visita. L’altra cosa da vedere a Roskilde è il museo delle navi vichinghe. Questo piccolo museo deriva dal ritrovamento, nel fiordo antistante la città, di cinque navi vichinghe, che erano state affondate di proposito per creare una barriera di protezione contro eventuali aggressioni via mare. A parte i resti delle navi, la cosa interessante di questo museo sono le attività di ricerca e ricostruzione storica: sono state infatti costruite delle repliche delle navi usando strumenti e tecniche costruttive dell’epoca, e queste repliche vengono poi portate in mare (anche per diversi giorni – con una sono andati fino in Scozia) per capirne di più su come si navigava con queste navi, come si comportavano in condizioni reali, che cosa ci si poteva o non ci si poteva fare.

Roskilde - Cattedrale (Domkirke)

Roskilde – Cattedrale (Domkirke)

Roskilde - Museo delle Navi Vichinghe

Roskilde – Museo delle Navi Vichinghe

6 luglio 2015: Copenaghen e ritorno a casa

Oggi è l’ultimo giorno del mio viaggio in Danimarca, ma ho il volo per Vienna alle 17:45 per cui ho ancora un po’ di tempo da sfruttare. Quando ero stato qui la volta scorsa, alcuni anni fa, avevo visitato il museo di arte moderna Louisiana (si trova fuori città, lungo la costa andando verso Helsingør) e mi era piaciuto molto; questa volta decido invece di andare a vedere Den Blå Planet, l’acquario nazionale danese. L’acquario si trova vicino all’aeroporto ed è comodamente raggiungibile con la metropolitana; non è molto grande ma è nuovo e moderno, piacevole da visitare.

Tornato in città, vado a pranzare al Papirøen, una sorta di fiera permanente dello street food allestita in un capannone nella zona dell’Operaen. Ci sono una trentina di banchetti con cibi da tutti il mondo, e tavoloni e panche dove mangiare e bere. I prezzi non sono alti ma nemmeno particolarmente popolari, comunque il posto è molto bello e merita sicuramente.

Ultima passeggiata lungo Strøget e poi è ora di dirigersi verso l’aeroporto. Volo a Vienna e da lì a Innsbruck, e alle 10 e mezza sono a casa.

(Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui)

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.