Diario: Norvegia 2017 (da Oslo a Bergen)


4 luglio 2017: arrivo a Oslo

Ore 7:15, sono all’aeroporto di Monaco, in partenza per la Norvegia. Nell’area check-in una troupe con telecamera mi intervista chiedendomi se non ho mai considerato l’Albania come meta di vacanze. Il ragazzo tenta di gonfiare un pallone che raffigura un mappamondo per mostrarmi dove si trova l’Albania (nonostante gli abbia detto che lo so…), ma non ce la fa e rimane senza fiato. Va beh, mi dirigo verso il nuovo terminal 2 satellite (bello), imbarco, e dopo due ore scarse di volo arrivo a Oslo. Dal bell’aeroporto prendo il treno per la città: c’è quello veloce oppure quello normale, che costa la metà; opto per il secondo, che comunque impiega solo 23 minuti.

Fortunatamente c’è il sole e la temperatura è ottima. Mi colpisce come la città appaia tranquilla; anche nella stazione centrale, nonostante la folla, il volume sonoro è basso, e questa è una cosa che apprezzo molto. Proprio dalla stazione parte la via principale di Oslo, Karl Johans gate, che arriva al Palazzo Reale passando per il Parlamento. Ci sono più o meno i soliti negozi, ma mi sembra molto sottotono rispetto all’equivalente nella maggior parte delle città europee. Vedo anche parecchi mendicanti (o quel che sono) bivaccare qua e là. Dal palazzo reale scendo verso il municipio, che si trova in riva al mare, e da qui passeggio poi per Aker Brygge e Tjuvholmen. Si tratta di quartieri nuovi, parte del colossale progetto (tuttora in corso) di recupero dell’ex area portuale, che qui è stata trasformata in un lungomare con edifici residenziali (immagino decisamente non a buon mercato), negozi, bar e ristoranti, e anche spazi per prendere il sole e fare il bagno. È tutto molto moderno e molto bello (c’è anche un museo di arte contemporanea progettato da Renzo Piano), senza auto, e con l’acqua e il mare a fare da protagonisti. Torno indietro e percorro il lungomare fino al Teatro dell’Opera, che è forse il monumento simbolo della nuova Oslo. La struttura richiama un iceberg che galleggia sul mare e l’effetto è ben riuscito; una cosa molto bella è poi che non si tratta di una sorta di “tempio” off-limits ma di uno spazio aperto alla città, dove la gente passeggia o prende il sole. La zona intorno al teatro è tutta un enorme cantiere, con gru ovunque: stanno costruendo tra le altre cose il nuovo museo Munch e la nuova biblioteca. Cena a Sørenga, altra zona riqualificata, dove batte il sole del lunghissimo tramonto dell’estate scandinava.

Oslo – Palazzo Reale

Oslo – Tjuvholmen

Oslo – Teatro dell’Opera

5 luglio 2017: Oslo

Oggi giornata interamente dedicata a Oslo. Vado a Bygdøy, zona residenziale di casette bianche con giardino, raggiungibile con un breve viaggio in barca dal molo del municipio (o anche in autobus), e in cui per qualche motivo si trovano molti dei musei della capitale (per visitarne diversi in giornata conviene acquistare l’Oslo Pass 24 ore, che comprende anche i trasporti pubblici). Comincio dal Museo del Popolo Norvegese: si tratta di un museo all’aperto, su un’area piuttosto grande, dove sono state trasferite costruzioni originali dei secoli passati, in modo da ricostruire l’aspetto di un vecchio quartiere di città e soprattutto della Norvegia rurale. La parte “cittadina” somiglia un po’ a Den Gamle By ad Aarhus (in Danimarca) anche se là, per quanto gli edifici siano originali, l’aspetto “parco a tema” prevale su quello del museo. È una piacevole sorpresa, e molto interessante. Passo poi al piccolo Museo delle Navi Vichinghe, che contiene tre imbarcazioni. Due di queste sono in uno stato di conservazione molto migliore di quelle del museo di Roskilde (in Danimarca) che ho visto due anni fa, ma l’allestimento del museo a mio parere non è un gran che. Il terzo museo che visito è il Museo Fram, dove si trova l’omonima nave per esplorazioni polari. La Fram fu costruita appositamente per restare intrappolata tra i ghiacci artici e andare con essi alla deriva, dimostrando che si muovono. È molto interessante, e si può salire sulla nave. Quarto e ultimo museo della giornata, proprio di fronte al Fram, è il Museo Kon-Tiki. Questo museo racconta l’incredibile storia di Thor Heyerdahl, che nel 1947 con altri cinque uomini attraversò il Pacifico a bordo di una primitiva zattera di legno sfruttando la corrente. Nonostante tutti gli avessero detto che sarebbero andati incontro a morte certa, la spedizione fu un successo, e dimostrò che i popoli antichi potevano aver viaggiato tra il Sudamerica e la Polinesia con mezzi primitivi. Qualche decennio dopo, Heyerdahl attraversò l’Atlantico su una piccola barca di papiro, la Ra II, anch’essa conservata nel museo insieme con la zattera Kon-Tiki. Interessante anche l’impegno pacifista e ambientalista di Heyerdahl, che durante il viaggio in Atlantico notò e riportò evidenti tracce di inquinamento da petrolio.

Termino la giornata passeggiando all’interno della fortezza di Akershus. Penso si possa visitare anche il castello interno ma è già chiuso; comunque i bastioni offrono una passeggiata gradevole (e gratuita). La sera dopo cena passeggio ancora nella zona di Aker Brygge e Tjuvholmen, e trovo davvero impressionante la quantità di gente in giro e soprattutto di locali all’aperto: sembra di stare in una città del Mediterraneo. Mi sembra in un certo senso un po’ triste pensare che questa città, che appare così proiettata verso il mare e gli spazi all’aperto, sia vivibile in questo modo solo per un breve periodo dell’anno. Non mi aspettavo moltissimo da Oslo, e invece ne sono rimasto piacevolmente colpito.

Oslo – Museo del popolo norvegese (Norsk Folkemuseum)

Oslo – Museo del popolo norvegese (Norsk Folkemuseum)

Oslo – Fortezza di Akershus

6 luglio 2017: da Oslo a Flåm

Oggi lascio la capitale percorrendo la prima parte del tragitto che mi porterà domani a Bergen. La tappa intermedia è Flåm, piccolo paese in fondo all’Aurlandsfjorden, famoso soprattutto per la ferrovia che lo raggiunge, la Flåmsbana.

Parto dalla stazione centrale di Oslo (Oslo S) con il treno per Bergen delle 8:25, diretto a Myrdal. Il viaggio dura quattro ore e mezza e il panorama è piacevole ma non particolarmente interessante, ad eccezione dell’ultimo tratto, molto bello, quando si arriva in montagna (meglio sedersi a sinistra). La stazione di Myrdal si trova a quasi 900 metri di altezza, ed è un puro interscambio ferroviario: non c’è nessun paese (solo un paio di case isolate) e non ci arriva nemmeno una strada. Nonostante questo è molto frequentata, perché da qui parte la Flåmsbana, che è un’attrazione turistica molto famosa e un collegamento importante tra la linea ferroviaria Oslo – Bergen e il Sognefjord. La Flåmsbana è lunga solo venti chilometri, ma in questo breve tragitto, che viene coperto in un’ora, scende di oltre 800 metri, fino al livello del mare. Il treno attraversa dei paesaggi piuttosto spettacolari, però la sua fama mi sembra un po’ esagerata.

Il minuscolo paese di Flåm è fondamentalmente una trappola per turisti, e dai turisti è invaso. Per la maggior parte è però solo un luogo di transito, dove si passa dal treno a un battello o pullman (o viceversa). È anche un porto toccato dalle crociere, e infatti al mio arrivo c’è una nave ormeggiata. Io invece per oggi mi fermo qui, e dato che sono solo le tre del pomeriggio chiedo consigli all’ufficio turistico per una passeggiata da fare in un paio d’ore. Mi indirizzano verso la cascata Brekkefossen, che effettivamente merita di essere vista; la salita non è lunga (circa venti minuti) ma il sentiero è piuttosto ripido e sconnesso, per cui è meglio avere scarpe adatte. La sera, quando la massa di turisti se n’è andata e il silenzio è sceso su Flåm, si può finalmente apprezzare al meglio la bellezza di questo luogo.

Flåm

Flåm – Brekkefossen

Flåm

7 luglio 2017: da Flåm a Bergen

Da Flåm prendo il battello delle 10:00 che porta a Gudvangen, sul Nærøyfjord; la navigazione sul fiordo, che dura un’ora e mezza, è davvero bella. Tra l’altro i battelli che avevo visto partire ieri pomeriggio erano strapieni, mentre questo è praticamente vuoto, forse perché è ancora presto per i turisti che arrivano da Oslo o Bergen.

Arrivati a Gudvangen comincia a piovere, ma il pullman per Voss è già lì ad aspettare. Il pullman sale fino allo Stalheim Hotel, e da lì scende seguendo la Stalheimskleiva, una folle ma panoramica stradina ripidissima (18% di pendenza) a senso unico con tredici tornanti, che permette anche di ammirare due cascate. Il resto del viaggio, fino alla stazione di Voss, non è particolarmente interessante. Da Voss prendo infine il treno che in un’ora circa mi porta a Bergen (tratto abbastanza panoramico ma il tempo purtroppo è brutto; in questo tratto direi che è meglio sedersi a destra). La combinazione di mezzi (treni, battello, pullman) che ho usato da Oslo a Bergen passando per Flåm è quella del famoso itinerario “Norway in a nutshell”, anche se io non l’ho fatto tramite l’agenzia (ci si può tranquillamente organizzare in modo autonomo, dato che sono tutti normali mezzi pubblici di linea).

Nærøyfjord

A Bergen piove. Faccio un giretto orientativo, e vedo che la seconda città della Norvegia è diversissima da Oslo, molto meno “metropolitana” (anche la stazione ferroviaria è vecchia e minuscola, mentre quella di Oslo è molto grande e moderna) ma molto più caratteristica. Fu una sorta di avamposto commerciale della Lega Anseatica, e nel piccolo ma interessante museo anseatico ci si può fare un’idea di come fosse la vita dei mercanti e dei loro aiutanti a quel tempo. Tra l’altro, nemmeno due settimane fa ero a Lubecca, che della Lega Anseatica fu in un certo senso la capitale, per cui conosco la storia. Ad ogni modo, visiterò la città domani, sperando in condizioni meteo migliori.

8 luglio 2017: Bergen

Buongiorno Bergen, il tempo anche oggi non è un gran che, ma perlomeno non piove. La temperatura è decisamente più bassa che a Oslo e mi dicono che è normale; il clima delle due città è infatti piuttosto diverso (benché siano entrambe sul mare e più o meno alla stessa latitudine). L’attrazione più famosa di Bergen è la zona di Bryggen, piccolo quartiere tutto di legno che fu il quartier generale della Lega Anseatica in città. È stato dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO ed è effettivamente molto caratteristico; è però anche piuttosto affollato, perché Bergen è una tappa delle navi da crociera. Come anche a Oslo, ci sono moltissimi turisti americani (cosa che trovo abbastanza insolita) e asiatici. Anche al di fuori di Bryggen, comunque, i saliscendi delle sconnesse vie del centro di Bergen, da entrambi i lati del porto, sono piacevoli per passeggiare. Vale poi la pena di salire ai 300 metri del Monte Fløyen (ci si arriva con una funicolare che parte dal centro della città), sia per ammirare la splendida posizione di Bergen dall’alto, tra fiordi, isolette e montagne, sia perché l’area offre molte opportunità per rilassanti passeggiate tra boschi e laghetti. I sentieri sono ben tenuti e segnalati ma piuttosto dispersivi, per cui è meglio avere una cartina (io l’ho trovata presso un chiosco poco distante dalla stazione della funicolare). Nel tardo pomeriggio esce finalmente il sole, ed è naturalmente al tramonto che la città appare al suo meglio, quando la maggior parte della folla di turisti se n’è andata, e la luce dorata del tramonto nordico si riflette sulle case colorate. È sabato sera, ma è tutto molto tranquillo.

Bergen – Bryggen

Bergen – Bryggen

Bergen – Bryggen

Bergen – Monte Fløyen

9 luglio 2017: Hardangerfjord

Oggi escursione lungo l’Hardangerfjord; purtroppo il sole di ieri sera ha lasciato il posto alla pioggia. Il treno locale da Bergen per Voss / Myrdal è pieno, e siamo tutti turisti; francamente non mi aspettavo una presenza così massiccia. A Voss prendo l’autobus per Ulvik; nonostante il cielo cupo i panorami sono affascinanti (meglio sedersi a destra). Dopo un breve tratto in barca arrivo infine a Eidfjord, uno dei centri delle attività turistiche della zona. Io ho solo poco tempo, per cui salgo (in pullman) al Fossli Hotel, da cui si gode di una straordinaria vista dall’alto sulla famosa cascata Vøringsfossen, veramente impressionante. Penso che sarebbe bello arrivare alla cascata da sotto (c’è il sentiero), ma sarebbe fattibile solo rimanendo qui più tempo e non con una gita mordi e fuggi in giornata da Bergen. Sul tragitto di ritorno in battello da Eidfjord a Norheimsund piove e ci sono nuvole bassissime, per cui non si vede praticamente nulla; purtroppo, è impossibile ammirare la bellezza del fiordo in queste condizioni… Ottima cena a Bergen per chiudere la giornata, e quantomeno ha smesso di piovere.

Hardangerfjord

Eidfjord – Vøringsfossen

10 luglio 2017: partenza per le Isole Faroe

Oggi lascio Bergen e la Norvegia e inizio la seconda parte di questo viaggio, che ha come meta le Isole Faroe. Prendo la nuova metropolitana di superficie di Bergen, che in meno di tre quarti d’ora porta dal centro all’aeroporto (ed è l’unica cosa economica della città, dato che basta il normale biglietto urbano, che costa 3,80 euro). Le fermate sono annunciate con una musichetta che cambia ogni volta, il che fa un effetto un po’ comico. Gli schermi all’interno mostrano invece le previsioni del tempo: niente pioggia a Bergen per i prossimi cinque giorni… direi che non sono stato fortunatissimo (anche perché nei giorni precedenti al mio arrivo c’era bel tempo). All’aeroporto di Bergen hanno appena costruito un nuovo terminal, ma entrerà in funzione il mese prossimo; il vecchio terminal sembra in effetti piuttosto piccolo e “consunto” (soprattutto l’area check-in). Alle 10:40 decollo con un volo Atlantic Airways per le Faroe… il viaggio continua (il diario della seconda parte di questo viaggio, dedicata alle Isole Faroe, è disponibile qui).

Altre foto di questo viaggio sono disponibili qui.

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